Didacta, educazione finanziaria per cittadinanza attiva

Il dibattito al convegno 'Educazione alla cittadinanza attiva: le competenze per il futuro'

18 Marzo 2021

ROMA – “Negli ultimi anni abbiamo assistito a vari cambiamenti. L’idea che gli studenti si fanno dei problemi globali si riflette anche nel modo con cui si approcciano alla cittadinanza”. Considerazioni quelle di Andreas Schleicher, Direttore OCSE education and skill e Responsabile OCSE Pisa, che si basano su anni di ricerche e raccolta dati nell’ambito del progetto Pisa. Ne si discute al convegno ‘Didacta’ ‘Educazione alla cittadinanza attiva: le competenze per il futuro’.

Lo studio OCSE su cui Schleicher modula l’intervento si basa su un quesito fondamentale: quali sono le competenze che i giovani devono avere per partecipare alla società di oggi? Per Schleicher “le capacità su cui bisogna focalizzarsi sono skills di tipo cognitivo e metacognitivo, ma anche skill e emozionali e di tipo sociale (intelligenza emotiva, pensiero critico, empatia). È importante anche facilitare lo sviluppo di competenze trasformative, come il senso di responsabilità civica e valori sociali. L’unico modo per fare ciò è combinare in modo efficace conoscenza e pensiero critico”.

Per farlo, il progetto Pisa ha individuato “i quattro punti cardine su cui dovrebbe basarsi la bussola dell’apprendimento: quello disciplinare, quello interdisciplinare, quello epistemico e quello procedurale. Per questo motivo è importante che la formazione del corpo docente non si fermi all’Università, ma sia continua nel tempo”.

Sul tema interviene anche Anna Maria Lusardi, prof. di Economia alla George Washington University e Direttrice del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria: “La scuola ha il potere di indirizzare i giovani nei loro percorsi di vita. È un grande potere ma anche una grande responsabilità. L’analfabetismo finanziario è un impedimento alla partecipazione alla società. È chiaro che siamo rimasti indietro rispetto ad alcuni eventi trasformativi. In primo luogo la demografia è diversa. Questo è un dato che influisce in modo rilevante sull’economia e sul mercato pensionistico. Il mondo è poi interconnesso e iper-globalizzato. Ogni azione individuale ha delle conseguenze (positive e negative) nel sociale, nella società. È importante che questa materia venga aggiunta alla legge che ha portato alla reintroduzione dell’Educazione Civica nelle scuole. Il futuro appartiene ai giovani e la scuola deve prepararli affinché possano affrontarlo con successo”.

Anche Magda Bianco, economista – Capo del Dipartimento per la tutela della clientela ed educazione finanziaria della Banca D’Italia, è d’accordo: “attrezzare i giovani con le giuste competenze economico finanziarie è importante perché molte tematiche di questo settore fanno parte della realtà in cui siamo immersi. Molte scelte politiche hanno poi ripercussioni enormi sul sistema economico. Una alfabetizzazione finanziaria aiuta a prendere scelte civiche consapevoli. C’è una difficoltà diffusa a localizzare fenomeni economici. Una circostanza che ci allontana dagli standard europei. A questo si combina anche un retaggio culturale: di economia non se ne parla a casa, si parla molto poco di denaro, forse perché si fanno connotazioni etiche negative. I pcto possono offrire opportunità in questo senso”.

Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, si dice pronto a prendere l’impegno di rendere obbligatoria l’educazione finanziaria nelle scuole a nome del partito. Il dibattito prosegue con riflessioni sulle diseguaglianze sociali che il virus ha moltiplicato e reso evidenti. Interviene sul tema Enrico Letta, segretario del Partito Democratico. Nello specifico gli ospiti sottolineano l’aggravarsi sia delle diseguaglianze economico-sociali che delle diseguaglianze che vanno ad alimentare il divario Nord-Sud.

2021-04-29T17:44:41+02:00