Si è ripresentato un problema che avevo: la troppa gelosia…

Cari esperti,
Sono una ragazza di venti anni e ho avuto due relazioni importanti: la prima terminata ormai un anno fa e la seconda che ho da circa 8 mesi con un ragazzo che conoscevo già, superficialmente, da anni prima. Inutile parlare della differenza sostanziale tra i due, mentre con il primo era una cosa molto adolescenziale (vale a dire che con lui non ci vedevo un futuro, aveva a malapena la terza media e non si impegnava per trovarsi un impiego mentre io ho aspettative ben più grandi, vorrei insegnare all’università) con l’altro ci vedo un futuro. Anche a livello relazionale noto delle differenze sostanziali e mi sto rendendo conto del fatto che il primo non l’abbia mai amato, o almeno non in un modo così profondo. Sono arrivata alla conclusione che probabilmente con il primo ci stavo per pura attrazione, con l’altro l’innamoramento è stato lento, all’inizio non volevo assolutamente considerarlo perché esteticamente non rispecchiava del tutti miei canoni, ma pian piano mi sono persa in questa relazione. Il mio ragazzo attuale è davvero un angelo con me, sono al centro del suo mondo, non non si vergogna di esprimere le sue emozioni e di piangere, mi riempie di complimenti ( cosa che l’altro non faceva e che io gli faceva notare sempre perché secondo me è una cosa normale non ha relazioni). Il problema è che ho notato che nella nostra relazione si è ripresentato un problema che avevo anche nella precedente: la troppa gelosia. Mi infastidisce il fatto che lui posso trovare attraente un’altra ragazza, so che è normalissimo, ma la cosa che mi ferisce è il non essere sinceri e il non sapere cosa pensa: gli ho sempre detto che qualsiasi sia l’argomento, lui me lo può dire. Mi dà fastidio pensare alle ragazze che segue i social, o a quelle che vede in giro, non credo però che si tratti di insicurezza ma di gelosia perché so che sono una ragazza molto bella, mi piaccio e rispecchio anche i canoni della società. Credo che si tratti maggiormente di una sfiducia nei confronti del genere maschile perché fin da piccola mi sono approcciata a degli uomini che non riterrei tali e adesso per me l’uomo rappresenta il classico animale. So che le mie sono tutte paranoie infondate perché lui mi dà mille certezze e neanche un dubbio, la cosa che mi fa star male è che questi pensieri diventano molto spesso ossessivi tanto da arrivarci a litigare e a mettere in repentaglio il nostro rapporto. So che non è un atteggiamento normale, ma non riesco a farne almeno punto per quanto io ci provi, Quei pensieri prendono sempre il sopravvento….

Sofia, 20 anni


Cara Sofia, 
grazie per la tua condivisione dettagliata e profonda. Nelle relazioni di cui racconti sembrerebbe che tu abbia sviluppato, nel tempo, una capacità di analisi e di riconoscere cosa ti faccia stare bene o meno, delle caratteristiche della persona che hai accanto, più congeniali a te. Man mano che crescerai questo aspetto crescerà con te; in ogni fase della vita si cerca ciò che ci rende maggiormente felici in quel momento, almeno idealmente, per cui l’attrazione fisica può prevalere sul resto, in giovanissima età, mentre crescendo si diventa più esigenti anche da un punta di vista emotivo o di affinità caratteriale. Nell’attuale relazione, di cui scrivi, questi aspetti hanno avuto la meglio sull’apparenza fisica e probabilmente ti hanno dischiuso altre riflessioni e una nuova messa in discussione. 
L’aspetto della gelosia può essere un sentimento del tutto legittimo in una relazione di coppia, quando diviene totalizzante o intrusivo nel rapporto stesso, necessita di una riflessione. Sembrerebbe che pur essendo una storia relativamente giovane, il trasporto da parte tua sia divenuto tanto, come dici tu stessa nell’espressione “piano piano mi sono persa in questa relazione”. Dalle tue parole sembrerebbero convivere due aspetti: da un lato il desiderio di affidarsi e lasciarsi andare in un rapporto dove ti senti rispecchiata, riconosciuta, apprezzata, dall’altro una diffidenza atavica, connaturata in te, verso gli uomini, come se qualcosa potesse accadere da un momento all’altro, qualcosa che sfugge al controllo, appartenente al mondo istintuale, degli impulsi. Questa ambivalenza interna si riversa anche nella relazione che vivi, quasi a prescindere dalla persona che hai accanto, ma come una sorta di schema preesistente e collaudato. Allora forse bisogna chiedersi, quando si presenta l’occasione giusta, quanto si è disposti a lasciar andare una convinzione in virtù di un’esperienza che va in un’altra direzione? Può essere utile chiedersi: “Da dove nasce questo senso di sfiducia, appartiene alla mia storia personale? Potrebbe essere che sia “roba” mia e probabilmente si attiva in alcune situazioni, quando magari sento che si avvicina “un pericolo?” Le risposte a queste domande possono dare l’avvio ad un processo di maggiore consapevolezza e quando ti sentirai pronta potrai parlarne con il tuo ragazzo, in virtù del buon dialogo che condividete. Certamente conoscere altre parti di te lo aiuterà a comprenderti meglio ed insieme troverete il vostro modo di stare insieme, che non è nè il tuo, nè il suo, ma lo state costruendo.
Sperando di esserti stati d’aiuto, torna a scriverci quando vuoi. 
Un caro saluto!
Autore: L'èquipe degli esperti
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