Luca, l’album dei ricordi estivi del nostalgico Enrico Casarosa

Dal 18 giugno su Disney+ (per tutti gli abbonati)
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ROMA – Estate, sole, acqua cristallina, corse in Vespa, amicizia, tradizione, sentimenti profondi e puri, rapporto genitori-figli, la ‘ribellione’ in adolescenza, allegria diffusa, paesaggi dai colori pastello (che riempiono gli occhi) e la meraviglia della nostra Italia, precisamente delle Cinque Terre. Tutto questo è Luca, il nuovo film d’animazione Disney e Pixar diretto dal candidato all’Academy Award Enrico Casarosa e prodotto da Andrea Warren.

Il regista – dopo aver conquistato il pubblico con ‘La Luna’ (il cortometraggio proiettato nelle sale prima del lungometraggio Pixar ‘Ribelle – The Brave’), che racconta la storia di un bambino alle prese con le personalità opposte del padre e del nonno – debutta il 18 giugno in esclusiva su Disney+ (per tutti gli abbonati) con il suo primo lungometraggio. 

LUCA, LA STORIA 

Siamo tra gli Anni 50 e gli Anni 60, anche se la storia fa riferimento ai bei momenti vissuti nell’adolescenza vissuti dal regista negli Anni 80. Tra le tradizioni di Portorosso (un paese della costa ligure) fatte di racconti, ricette (come le trenette al pesto), pesca e leggende sui mostri marini c’è Luca Paguro. È un ‘mostro marino’ di tredici anni che vive con la sua famiglia appena sotto la superficie dell’acqua. La sua quotidianità è piatta, come il mare durante le prime del mattino. Non ha un sogno. Il suo scopo giornaliero è pascolare con il gregge di pesciolini (che tentano sempre di scappare) per poi riportarli tutti a casa sani e salvi. 

Ad accendere la sua curiosità è il ritrovamento di alcuni oggetti degli esseri umani, come ‘scafandro da palombaro’, una sveglia e un grammofono. Così Luca si inizia a fare delle domande sulla vita fuori dall’acqua. Un confine che, però, il protagonista non può oltrepassare perché proibito dai genitori. Un giorno la sua quotidianità viene del tutto stravolta da Alberto, un creatura marina come Luca ma che ha già scoperto la vita degli umani. 

Una volta fuori dall’acqua i due si trasformano in essere umani. Questo gli permette di non spaventare gli abitanti del paesino, convinti che i ‘mostri marini’ siano creature pericolose da eliminare. I due, in un primo momento, si divertono in una struttura diroccata in cui Alberto custodisce oggetti umani. Tra questi, un poster che ritrae una Vespa. I due si innamorano subito del mezzo a due ruote tanto che provano a costruirla da soli. Non riuscendoci decidono così di andare ad esplorare Ponterosso per trovarne una vera e propria. Durante la ricerca la loro strada si incrocia con quella di Giulia: una ragazzina determinata, forte, impacciata, genuina, vive con il papà pescatore, aiuta il papà nell’attività di famiglia, ed ha una passione, oltre a studiare: vincere una gara, che ogni anno si svolge nel paesino, per vincere i soldi in palio. Un desiderio condiviso anche da Luca e Alberto intenzionati a vincere per comprare una Vespa.

Lontano da casa da qualche giorno, i genitori di Luca si trasformano in umani per cercarlo. Per farlo iniziano a lanciare secchi d’acqua ad ogni bambino che incrocia il loro cammino: solo Luca al contatto con l’acqua ritorna alla sua vera natura. Ad ostacolare i sogni di Luca, Alberto e Giulia c’è il solito ‘bulletto di quartiere’, tanto odioso quanto ridicolo. Ce la faranno i nostri protagonisti ad aggiudicarsi la tanto agognata vespetta?

LEGGI QUI LE VOCI ITALIANE DI LUCA

LUCA, SI CRESCE A RITMO DI “SILENZIO, BRUNO”

Questo film celebra lo straordinario potere dell’amicizia – passata o presente – quella vera, quella profonda, quella pura. Quella che ci fa sentire le farfalle nello stomaco in attesa di una prossima avventura da vivere insieme ai propri amici. La pellicola animata Pixar, però, è anche il ritratto della crescita personale, quella di Luca attraverso cui rivive quella di Enrico Casarosa. Classe 1970, nato a Genova, il regista ha trascorso le sue estati tra le meravigliose Cinque Terre. Emozioni che ha condiviso con il suo miglior amico. 

Ero un bambino timido e protetto dalla mia famiglia. Un giorno ho incontrato il mio migliore amico ed il mondo si è aperto davanti a me. Lui era un combinaguai, mi ha trascinato in molte esperienze e guai, però mi ha aiutato molto a crescere durante quelle estati speciali in cui cerchi di trovare te stesso. Le amicizie ci aiutano a trovare chi vogliamo essere”, ha raccontato Enrico Casarosa in occasione della conferenza stampa globale del film.

Come vediamo nel film, Alberto è fondamentale per Luca. Da sempre abituato a nuotare con le pinne, Alberto gli ha insegnato a camminare con le gambe umane, gli ha mostrato il brivido dell’incoscienza e come affrontare la vita senza paura. Per questo, ogni volta che Luca ha dei dubbi o ha timore verso qualcosa o qualcuno gli ha insegnato a dire “Silenzio, Bruno” per cacciare via dalla testa i brutti pensieri. Siamo sicuri che le ‘paroline magiche’ suggerite da Alberto diventeranno lo ‘spirito guida’ di grandi e piccini.

In questo film c’è nostalgia per quelle estati che abbiamo vissuto. Quindi spero che, dopo aver visto questa storia, venga voglia di richiamare quell’amico o quell’amica che non sentiamo da tanto e ritornare all’emozione dei momenti passati. Il ‘mio’ Alberto nella vita reale è un colonnello dell’aviazione italiana. Ci siamo sentiti per questo film e abbiamo riscoperto tante cose”, ha detto Casarosa. “Quando mi trovo tra le onde del mare torno bambino, l’acqua ci riporta all’infanzia. Io come Luca ero un bambino timido – ha proseguito il regista – quello che alle feste si mette in un angolo. Ma in realtà anche il mio amico aveva delle paure. Un giorno ha portato a scuola un pitone. Anni dopo mi ha raccontato che lo terrorizzava”.

LUCA, ENRICO CASAROSA: “UNA LETTERA D’AMORE ALL’ITALIA”

Tra le corse in vespa e l’amicizia sulle note de Il gatto e la volpe di Edoardo Bennato, Fatti mandare dalla mamma e Andavo a cento all’ora di Gianni Morandi e Viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone, Luca vuole essere anche una lettera d’amore ai paesini italiani: “l’amore, l’attenzione i dettagli della nostra cultura è la cosa che volevo far vedere. Voi ci vivete in Italia e siete fortunati, mi manca spesso il mio Paese e avendolo lasciato lo apprezzo ancora di più. Per questo Portorosso è una lettera d’amore ai paesini e a chi ci abita e alle generazioni che ci hanno preceduto”, ha raccontato Casarosa. 

‘Luca’, però, è anche un omaggio al cinema. Ci sono riferimenti al maestro giapponese Miyazaki e alla commedia all’italiana, come Marcello Mastroianni. Vediamo, infatti, la foto del celebre attore attaccata allo specchietto di una delle Vespe che Luca e Alberto hanno provato a costruire. 

ENRICO CASAROSA, SOGNI CHE DIVENTANO GRANDI: DA GENOVA ALLA PIXAR

Da ingegneria – “un binario sbagliato”, ha detto Casarosa – all’Istituto Europeo di design a Milano fino alla carriera militare. Poi la svolta. Il regista è partito da Genova verso New York con una valigia: dentro più sogni e paura che vestiti. Nella ‘Grande Mela’ l’american dream inizia dalla ‘School of Visual Arts and Illustration’ del Fashion Institute of Technology. E poi i primi lavori. Storyboard artist per ‘L’era glaciale’, ‘Cars – Motori ruggenti’, ‘Ratatouille’ e ‘Up’. Nel 2011 ha debuttato come regista con il cortometraggio ‘La luna, grazie a cui riceve la sua prima candidatura al Premio Oscar per il miglior cortometraggio d’animazione. E poi è arrivato ‘Luca’, il primo lungometraggio. Oggi Enrico Casarosa  vive a Berkeley (California) con la moglie, la figlia e tre galline.

LUCA, IL TRAILER

LUCA, IL POSTER

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Autore: Lucrezia Leombruni
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