Gli assorbenti ecosostenibili

Da molti anni si fa un gran parlare di ecologia e di comportamenti sostenibili per l’ambiente.La recente protesta mossa da Greta Thunberg attraverso il movimento studentesco internazionale da lei lanciato Fridays for Future sembra aver smosso gli animi e la sensibilità di molti, ma anche disturbato alcuni.Al di là dei giudizi su questo o quel […]

Da molti anni si fa un gran parlare di ecologia e di comportamenti sostenibili per l’ambiente.
La recente protesta mossa da Greta Thunberg attraverso il movimento studentesco internazionale da lei lanciato Fridays for Future sembra aver smosso gli animi e la sensibilità di molti, ma anche disturbato alcuni.
Al di là dei giudizi su questo o quel movimento è interessante orientarsi su quale sia l’offerta del mercato rispetto alla sostenibilità ambientale in un ambito che sembrerebbe non avere molte alternative: le mestruazioni e l’uso di assorbenti.

Da quando sono nati i primi assorbenti usa e getta, alla fine del 19esimo (o i Tampax nel 1937 o l’O.B. nel 1950) le donne hanno senz’altro tirato un sospiro di sollievo rispetto alla praticità e alla serenità nei giorni di ciclo ma sicuramente non si può dire lo stesso per la “serenità” del pianeta Terra. Ma come è possibile avere dei comportamenti sostenibili anche quando si tratta di mestruazioni e tamponi? Ebbene il mercato in realtà ci sta offrendo alcune valide alternative, ognuna di esse ha dei vantaggi e degli svantaggi sia rispetto alla sfera economica sia rispetto alla effettiva possibilità di utili.

Forse l’opzione più facile e che più si avvicina ai tamponi tradizionali è quella degli gli assorbenti usa e getta, fatti in cotone biologico che consentono di non incorrere in allergie date dai materiali o dai prodotti sbiancanti usati nei classici assorbenti della grande distribuzione. Hanno inoltre il pregio, anche se non tutti, di essere al 100% biodegradabili e compostabili.

Un approccio ecologico estremamente interessante, anche per la dignità delle donne nel continente africano dove spesso, durante il periodo mestruale, sono costrette a rimanere a casa, perdendo giorni di lavoro o scuola, per via dell’eccesivo costo degli assorbenti che arrivano a costare quanto la loro paga giornaliera. In Ruanda, grazie alla determinazione di un gruppo di donne riunite sotto l’Organizzazione Sustainable Health Enterprises, SHE, che significa “lei”, è stata possibile la creazione di assorbenti ecosostenibili ma soprattutto alla portata delle donne locali. Il materiale usato viene preso dai tronchi della pianta di banano il cui legno ha un grande potere assorbente. Senza estremizzare oltremodo, il mercato propone anche una vasta serie di assorbenti lavabili, fatti con diversi materiali: bamboo, cotone oppure micropile, sono più spessi degli assorbenti usa e getta ma sono molto assorbenti e anche essi con ali. Si possono sciacquare in acqua fredda e lavare in lavatrice a 40° C.

A basso impatto ambientale vi è l’uso della coppetta mestruale, che è una piccola coppa in silicone medico, fatta a forma di imbuto che si piega e si inserisce nella vagina dove, adattandosi all’anatomia del corpo, raccoglie il flusso. Può essere usata per 5 o anche 10 anni in base a come la si conserva, va sterilizzata alla fine e all’inizio di ogni ciclo. Ne esistono di diverse misure in base all’età e all’anatomia della donna. Oltre alla ecosostenibilità, il pregio è l’abbattimento dei costi legati all’acquisto degli assorbenti. Ma c’è un metodo che in assoluto appare essere il più sostenibile ed è quello proposto dalla sessuologa francese Marjorie Cambier “il Flusso Istintivo Libero” (FFI – Free Flow Instinct).

Questo metodo vuole essere un invito alle donne a non usare l’assorbente durante il ciclo mestruale ma lasciare che il esso fluisca in modo naturale. Questo ovviamente prevede che la donna conosca e percepisca il proprio corpo a tal punto di riuscire a capire quando il flusso fuoriesce dal canale cervicale e consentire di andare al bagno per espellerlo senza che questo generi spiacevoli inconvenienti o imbarazzi. È ovvio che anche in questo caso ci sono delle difficoltà, ad iniziare dal fatto che il bagno deve essere sempre immediatamente reperibile e libero non potendo trattenere il flusso mestruale così come si fa per altri bisogni. Ogni donna può senz’altro orientarsi e scegliere l’opzione più congeniale alle proprie esigenze e alle proprie caratteristiche.

Lo sapevi che:

  • Nonostante la sensazione di perdere cospicue quantità di sangue ogni mese, in realtà ad ogni ciclo perdiamo circa 50ml di sangue, l’equivalente di 3 cucchiai da minestra o di mezzo bicchiere di vino, o al massimo 150 ml, poco se si considera che si distribuisce su 5 giorni.
  • Il sangue del flusso mestruale è formato anche da muco cervicale, secrezioni vaginali, acqua e tessuti organici provenienti dall’endometrio. Oltre a elettroliti, sodio, potassio, proteine, colesterolo, bilirubina. Continene inoltre batteri utili al mantenimento dell’equilibrio della flora vaginale e proteggere la vagina e l’uteroda infezioni.

Dubbi e domande:

Sara, 18 anni
Ogni volta che ho il ciclo e metto gli assorbenti ho un forte prurito e provo sempre fastidio…
Anonima,
Ho un dubbio rispetto all’utilizzo degli assorbenti interni…
Sonia, 31 anni
Ci sono assorbenti più ecologici a minore impatto ambientale?…


Nel film “Mother’s Day” un papà, rimasto solo, deve occuparsi di tutto in casa, anche dell’acquisto degli assorbenti per la figlia adolescente….



 

2021-06-24T09:04:38+02:00