Sognando a New York, l’incontro virtuale con il cast tra sogni, senso di comunità e musica

Il film debutta il 22 luglio sul grande schermo con Warner Bros. Pictures

Iniziate a riscaldare voce e muscoli: il 22 luglio arriva sul grande schermo con Warner Bros. Pictures Sognando a New York- In the Heights , l’adattamento cinematografico del pluripremiato musical di Broadway (vincitore di quattro Tony Award) di Lin-Manuel Miranda (creatore di Hamilton), che ha lavorato alla sceneggiatura insieme a Quiara Alegría Hudes (anche autrice del libretto del musical). Inoltre, Miranda è l’autore di musiche e testi. Dietro la macchina da presa, invece, Jon M Chu (regista di Crazy & Rich). 

Tra sogni, canzoni, colori, coreografie, amore e amicizia c’è il quartiere Washington Heights, una zona di New York dove si respira il profumo di un ‘cafecito caliente’ davanti alla fermata della metropolitana della 181 Strada e dove negli Anni 90 si è creata una comunità vibrante e compatta di cittadini latinos, ormai una famiglia…una bella famiglia allargata. Le strade del quartiere sono animate dalle storie di chi ci abita che si incrociano ed esplodono in un susseguirsi di emozioni. Al centro di tutto c’è Usnavi (interpretato da Anthony Ramos). Negli occhi ha il fuoco della passione, un cuore che batte al ritmo del suo più grande sogno: tornare un giorno nella Repubblica Domenicana. Ma, nel frattempo, è il proprietario di una bodega. E poi c’è la storia di Nina (interpretata da Leslie Grace): una ragazza tornata nel suo quartiere dopo aver fallito in un’università prestigiosa. Vanessa (interpretata da Melissa Barrera) sogna di sfondare nel mondo della moda. Ultima ma non ultima Claudia (interpretata da Olga Merediz), l’abuela (che significa ‘nonna’) del quartiere anzi una seconda mamma per tutti. A rendere tutto più curioso è un biglietto della lotteria vincente il cui possessore è misterioso. La vittoria stravolgerà la vita di uno di loro.

SOGNANDO A NEW YORK, L’INCONTRO CON IL CAST

Qual è l’aspetto più gratificante nel vedere questo film raggiungere il grande schermo sapendo di averlo scritto quasi vent’anni fa?

Quiara Alegrìa Hudes:Abbiamo discusso molto sulla tematica principale del film, ovvero i sogni. Una cosa che ho imparato durante il mio percorso è che un sogno non è la linea d’arrivo, bensì un processo, tutto ciò che viene fatto passo dopo passo. Penso che la parte più gratificante sia il far parte di questa comunità di artisti, l’aver lavorato insieme a questa squadra e a questi ideatori e prodotto insieme tutto questo. Sono davvero fiera della comunità che ‘Sognando a New York’ ha dato vita e di averne fatto parte per almeno metà della mia vita“.

Lin-Manuel Miranda:Quando abbiamo iniziato questo percorso mi sentivo particolarmente legato a Nina. Ho scritto le canzoni del musical durante gli anni del college e così come Nina mi sentivo fuori luogo, sia a casa che a scuola. Sia io che Quiara ci siamo posti molte domande durante la nostra vita e abbiamo voluto dar loro vita, tramite i personaggi del film, riuscendo a creare questa comunità meravigliosa. Penso che il momento più gratificante sia stato quando ho guardato il film insieme alla mia originaria compagnia di Broadway“.

Com’è stata per voi quest’esperienza come creatori dello show? 

Lin-Manuel Miranda:Ho cominciato a scrivere lo spettacolo quando avevo l’età di Nina. Per me vivere tutto questo è stato emozionante ogni giorno. So che ci sono delle parti di Nina che rappresentano momenti della nostra vita. Ad esempio, ho scritto per la prima volta la canzone d’amore di Nina e Benny, ‘When you’re home’, nel periodo in cui mi stavo innamorando di mia moglie. Oppure la parte in cui Vanessa è nel suo appartamento e non ha coinquiline. È stato fantastico vedere come la nostra storia abbia influenzato quella di Nina e poterla vedere da un’altra prospettiva. Ho lavorato al tutto pensando a mio nonno, che non ha potuto assistere al successo di ‘In The Heights’ e a tutto ciò che è venuto dopo. Ho tenuto i suoi occhiali al collo e il suo romanzo western nella mia tasca posteriore tutto il tempo. Anche nei momenti difficili, ad esempio quando abbiamo dovuto girare Carnaval in un solo giorno, che è un pezzo di otto minuti, sapevamo che nessuno ci avrebbe delusi, eravamo molto fieri di tutti“.

Quiara Alegrìa Hudes:Trovo affascinante il modo in cui le generazioni si alternino all’interno del film, il fatto che gli anziani insegnino ai più giovani. Inoltre, sembra assurdo, ma Sonny (interpretato Gregory Diaz IV) non fa più parte della generazione più giovane. Presto potrà diventare mentore dei ragazzi più piccoli“.

La storia di Usnavi sarà conosciuta in tutto il mondo, come ti fa sentire questo? 

Anthony Ramos:Spero che le persone uscendo dalla sala dopo aver visto il film siano felici di avere nuovamente la possibilità di tornare a vivere e riconnettersi con gli altri. Spero che si sentano di avere più speranza, spero che pensino ai vari personaggi, non solo ad Usnavi, e ai loro sogni e a come facciano di tutto per inseguirli nonostante le varie difficoltà che incombono. Spero davvero che le persone capiscano che anche loro possono realizzare i propri sogni. Soprattutto negli ultimi due anni le persone hanno dovuto scontrarsi con una realtà che non avrebbero mai pensato di dover vivere prima, neanche nei loro peggior incubi, quindi spero che il pubblica possa vedere il film come un segno di speranza e sentirsi ispirato dai personaggi che continuano a lottare e ad andare avanti nonostante le problematiche, trovando gioia anche in quei momenti. Sono felice che abbiamo avuto la possibilità di girare il film a Washington Heights perché abbiamo vissuto la comunità del posto, sentire le persone girare in moto durante le riprese e la musica provenire dalle loro macchine. Spero che le persone possano capire che devono essere felici di poter condividere la loro storia con il mondo, o anche solo all’interno di un piccolo gruppo di amici”.

Qual è stata la sfida più grande nel portare Sognando a New York sul grande schermo?

Jon M Chu:  “La tematica del sogno è ciò che ci ha tenuti tutti maggiormente legati al film. Sebbene non venga da Washington Heights e non faccia parte della comunità latina, ricordo quando da piccolo sognavo di diventare un regista e lo volevo davvero così tanto, quindi capisco molto bene come si sente Usnavi nel momento in cui nella bodega si sente in gabbia a causa delle finestre che sembrano separarlo dal mondo. E la comunità cerca di dargli la forza di andare avanti, di rompere quelle finestre e raggiungere la sua libertà. Sapevamo di poter fare con la telecamera cose che non ci erano permesse sul palco. Penso a tutti coloro che hanno lavorato a questo film aiutandolo ad essere ciò che è oggi e a come non riuscissi a guardare la telecamera perché meravigliato dal loro lavoro. Penso a Jimmy Smith e alla sua voce che potrebbe essere perfetta per un criminale, ma che è riuscito ad interpretare Kevin così bene che non puoi non amarlo. Non sai mai cosa gli succederà, pensa di essere tornato bambino anche se è un adulto. O, ancora, penso a Dascha e a quanto volesse far parte del film, non le importava altro e si è sempre impegnata al massimo per raggiungere il suo obiettivo. Quando guardo Melissa penso alle cicatrici che ha sui fianchi a causa delle moltissime prove che abbiamo fatto per i balli, a tutte le volte che l’ho vista rialzarsi come una guerriera. Per me è stato stupendo far parte di tutto questo”.

Hai avuto una carriera ricca di esperienze tra loro molto diverse, com’è stato far parte di questo musical?

Jimmy Smits:Quando guardo questo film mi rendo conto di tutto il duro lavoro che c’è stato dietro, a quanto fossero organizzati i provini ancora prima di iniziare a girare le scene. Ricordo la prima prova con Jon, lui che spiega la sua idea del film, come dar vita al lavoro di Quiara e Lin. Sono esterrefatto da tutti i dettagli messi in scena e dall’omaggio fatto all’età d’oro del cinema. Penso anche che sia qualcosa di cui abbiamo tutti bisogno in questo periodo difficile che stiamo vivendo: abbiamo la necessità di uscire e di gioire. Questo è quello che il film permette di fare“.

‘In The Heights’ sembra essere ciò di cui abbiamo tutti bisogno. Le riprese saranno state estenuanti ma sicuramente sarà stata un’esperienza meravigliosa.

Olga Merediz:Per me è stato un sogno diventato realtà, un vero e proprio miracolo. Portare questi personaggi di Broadway sul grande schermo è stato motivo di tantissima gioia. È stato meraviglioso collaborare con persone così incredibili e talentuose. E’ stato un dono rappresentare il matriarcato e renderlo parte di questa meravigliosa comunità e sono sicura che lo sarà anche per voi“.

‘Sognando a New York’ è sinonimo di gioia, musica, amore, famiglia e sogni. Quali altre parole utilizzereste per descrivere questo musical?

Corey Hawkins:‘In The Heights’ è sincero, trasparente e pieno di speranza. Tratta di persone la cui esistenza viene notata e io, in quanto uomo di colore so cosa significhi non essere notati, vivere in luoghi in cui la tua voce non solo non è ascoltata ma non è neanche capita. Questa è stata una possibilità non solo di aprire pian piano una porta, ma di spalancarla. Sarà bello tornare in sala e guardare questo film insieme ad altre persone completamente diverse da noi, che non conosciamo. Questo film permette di sentirsi maggiormente uniti, di percepire il fatto che stiamo vivendo nello stesso tempo e nello stesso spazio. Per me è un onore poter guardare questo film e celebrare la comunità latina, la comunità latino-americana, vicina alla mia, perché so che se uno di noi vince vinciamo tutti e ciò mi porta molta gioia. Le emozioni trasmesse sono reali“.

È stato difficile girare il film in luoghi reali?

Daphne Rubin-Vega:Contrariamente a quanto accade in teatro, qui la location è temporanea: hai solo una possibilità per girare e, una volta finito, non hai la possibilità di tornare indietro e rifare la scena. Non c’è niente di meglio di recitare in luoghi reali“.

Pensate che il ritardo nella produzione del film possa rappresentare un valore aggiunto?

Dascha Polanco:Il film fa intendere che adesso è il momento di vivere, di celebrare l’umanità e ciò che si ha in comune. Non devi essere latino-americano per sentirti connesso ad una storia, ad una cultura o ad un movimento. Come attrice ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto far parte di un progetto che per me avesse un significato e così è stato con ‘In The Heights’“.

Melissa Barrera:Penso che il film fosse destinato ad uscire nelle sale in questo periodo in modo tale da far capire alla nostra comunità che deve essere fiera di ciò che è. È il momento perfetto per trasmettere questo messaggio. Al momento il mondo ha bisogno di un film che trasmetta gioia. Sono felice di aver fatto parte di tutto questo e spero che le persone che lo guarderanno percepiranno l’amore che ci abbiamo messo, lo abbiamo fatto per loro“.

Cosa fareste se vinceste la lotteria?

Leslie Grace:Penso che probabilmente daremmo la vincita alla nostra famiglia per farla stare bene“.

 

2021-07-22T13:16:32+02:00