Mondocane, Alessandro Borghi: “Spero che scuota la politica come con Stefano Cucchi”

Il film tra Taranto, fabbriche tossiche e amicizia

Taranto, fabbriche tossiche, due amici, l’incertezza delle generazioni future, la rincorsa della libertà, amore, scelte e un tocco di ‘Oliver Twist’. Un ritratto di uno spaccato della realtà attuale raccontato come se fosse una fiaba dal sapore internazionale, come Matteo Rovere con la sua casa di produzione Groenlandia ha abituato il pubblico, si pensi a ‘Il primo re‘ o ‘Romulus‘. Tutto questo è ‘Mondocane’, l’esordio alla regia di Alessandro Celli, che convince e sciocca a prima vista, in Concorso alla 36. Settimana Internazionale della Critica (rassegna cinematografica parallela alla 78. Mostra del Cinema di Venezia). Non è un film politico sull’Ilva di Taranto e non ha la volontà di esserlo, ma se ‘Mondocane’ (dal 3 settembre al cinema con 01 Distribution) “avesse la possibilità di scuotere le coscienze della politica sarebbe meraviglioso. L’altra volta (con ‘Sulla mia pelle’, il film su Stefano Cucchi, ndr) ci siamo riusciti“, ha detto Borghi alla Dire. “Questo è il film più popolare che ho fatto, non è indirizzato solo ad un determinato pubblico, mi aspetto di vedere piccoli e grandi. Si può decidere di vedere dentro questa storia– ha proseguito- qualcosa che va oltre, o semplicemente goderti uno spettacolo. Se attraverso questo meccanismo riuscissimo a punzecchiare qualcuno sarebbe molto bello. Spesso non ci rendiamo conto del potere del cinema e lo so perché non pensavo che quello che mi è successo avrebbe smosso la realtà (vicenda Cucchi, ndr)”.

Il film – che non ha paura di osare – è ambientato in un futuro non molto lontano, in cui si vede Taranto divisa in due parti: Taranto Nuova, in cui c’è il sole, c’è vita e ricchezza, e poi c’è Tamburi, un luogo fantasma cinto dal filo spinato in cui nessuno, nemmeno la Polizia, si azzarda a entrare. Ad animare questo spazio in cui nemmeno i sogni hanno accesso ci sono le Formiche, una gang criminale capeggiata dal carismatico Testacalda (brillantemente interpretato da Alessandro Borghi).

La costruzione di Testacalda è stata una scoperta working in progress“, ha raccontato Borghi. “Per me è sempre stato fondamentale non raccontare un cattivo ma un personaggio con più sfumature: il suo lato violento e quello più da educatore, che cerca di ricreare una nuova generazione su dei valori, giusti o sbagliati che siano, ma corretti per lui. Tutte le sue azioni– ha proseguito- arrivano da una buona fede, dai traumi che ha subito da ragazzino e il rifiuto di quel posto e cercarlo di migliorarlo“.

Un giorno il capo delle Formiche incontra Pietro, detto Mondocane, e Christian, detto Pisciasotto, interpretati da due talenti (da tenere d’occhio) Dennis Protopapa e Giuliano Soprano: orfani, di tredici anni, cresciuti insieme, e ora sognano di entrare in quella banda per avere un futuro migliore. Dopo la prova di accettazione i due fanno parte delle Formiche. Ma qualcosa si incrina nel loro equilibrio mettendo a rischio tutto quello in cui credono. Alla loro storia si intreccia quella di una ragazzina, anche lei orfana, che è alla ricerca disperata delle sue origini (interpretata da Ludovica Nasti, ormai la sua bravura la precede) e da una poliziotta (interpretata da Barbara Ronchi) che ha un coraggio da vendere. ‘Mondocane’ in tutta la sua crudezza e brutalità mostra quell’umanità che non ha paura di preferire il bene al male e che non scende a patti con niente e con nessuno per il bene di una persona. Il merito – non solo per i dialoghi, regia, fotografia e produzione – ma anche alla sintonia che si è creata tra gli interpreti, a partire da Alessandro Borghi che nel film si rapporta con Dennis e Giuliano come se fosse un fratello maggiore, un padre, un amico o un mentore.

Ci sarà un sequel? “Questo è un film che racconta un universo, quindi sarebbe anche un bel film da serializzare. Non ci stiamo ancora lavorando. Però è bello che i film ti lascino un racconto che va oltre“, ha detto Matteo Rovere alla Dire. ‘Mondocane’ – scritto dal regista insieme ad Antonio Leotti – è prodotto da Rovere (Groenlandia), Gianluca Curti (Minerva Pictures) con Rai Cinema.

MONDOCANE, IL TRAILER

ALESSANDRO BORGHI: “INIZIERÒ A PRODURRE FILM E SERIE”

Un mio passaggio dietro la macchina da presa? Per ora non ci penso. Ma c’è una cosa che mi interessa molto, che è la produzione. Vorrei mettere su delle squadre di persone in grado di creare di contenuti per dare sfogo a una miriade di storie da raccontare attraverso film, serie e spettacoli teatrali“. Lo ha detto Alessandro Borghi, in occasione della presentazione ufficiale di ‘Mondocane’ (dal 3 settembre al cinema): l’esordio alla regia di Alessandro Celli in Concorso alla 36. Settimana Internazionale della Critica (rassegna cinematografica parallela alla 78. Mostra del Cinema di Venezia). “La regia non è una cosa a cui penso perché mi piace ancora molto fare l’attore. Non credo- ha proseguito- di poter essere uno di quelli che riesce a fare sia il regista che l’attore, non capisco come ci possa riuscire. Molto presto comincerò a produrre delle cose, appoggiandomi a professionisti che fanno questo mestiere da prima di me“.

ALESSANDRO BORGHI: NON HO PIÙ IL MITO DI HOLLYWOOD

Quando ho iniziato a vivere di questo lavoro avevo il mito di Hollywood. Ora tutto questo non ha più un potere attrattivo su di me. Sarà perché ho capito che possiamo fare delle cose bellissime anche qui in Italia. Il mercato è cambiato e non c’è più bisogno di andare fuori per farsi notare“. Lo ha detto Alessandro Borghi, in occasione della presentazione ufficiale di ‘Mondocane’. “Secondo me– ha proseguito l’attore- c’è un nuovo momento storico che ci consente di avere a che fare con l’internazionale rimanendo nella nostra nazione. Ovviamente quando c’è l’occasione di lavorare la prendo. Prima speravo sempre in una chiamata di un regista americano, ora invece penso ‘spero che mi richiami Rovere per fare un altro film e poi con l’americano se ho tempo ci vado’“. Borghi ora è pronto per volare in Norvegia per l’inizio delle riprese di ‘The Hanging Sun‘, il thriller noir di Francesco Carrozzini: un progetto internazionale prodotto da Sky con Cattleya e Groenlandia.

2021-09-04T15:02:47+02:00