‘Festività’ meglio del termine ‘Natale’: le linee guida dell’Ue per un linguaggio più inclusivo

I termini meno discriminatori sono contenuti nel decalogo 'Union of Equality-Guidelines for inclusive communication'

30 Novembre 2021

Orientare la comunicazione al rispetto di ogni individio. E’ con questo intento che nasce ‘Union of Equality-Guidelines for inclusive communication’,  il decalogo dell’Unione europea per un linguaggio più inclusivo, distribuito ai suoi membri e  destinato ad un uso interno. Disabilità, credo religioso e persone non binarie sono al centro del documento, che mira all’abolizione di ogni forma di discriminazione a partire proprio dall’uso di alcune parole. E se è vero dunque, che in Europa non siamo tutti cristiani sarebbe bene preferire alla parola ‘Natale’ (inteso nell’accezione cristiana) il termine generico ‘festività’. Allo stesso modo, alla frase “Signore e signori”, sarebbe meglio sostituire con un più semplice “Cari colleghi”. “Le parole e le immagini che usiamo nella nostra comunicazione quotidiana trasmettono un messaggio su chi siamo e chi non siamo” è riportato nel documento. “In ogni contenuto testuale o audiovisuale va assicurata la diversità”.

Addio a pronomi maschili e femminili meglio l’uso dello schwa

In generale, per un linguaggio più inclusivo bisognerebbe abolire i pronomi maschili e femminili. Ma se per la lingua inglese si può utilizzare la declinazione neutra per gli aggettivi, in italiano sarebbe più corretto o meno discriminatorio, usare la ‘e’ rovesciata meglio nota come schwa. E così, se in “qualsiasi panel va rispettato l’equilibrio di genere”, invece di ‘he’ o ‘she’ sarebbe meglio usare un più generico ‘they’. Lo stesso concetto vale per il termine ‘anziani’, più appropriato ad esempio usare ‘popolazione più adulta’ oppure per la parola ‘disabile’, meglio dire persona che ‘ha una disabilità’. Così, nella compilazionedi un comunicato ad esempio, la Commissione sconsiglia di utilizzare parole o nomi legati ad una religione specifica come ‘Giuseppe e Maria’.

Da Salvini a Meloni: la polemica italiana

Le linee guida dettate dall’Ue hanno ‘infastidito’ molto i politici di orientamento conservatore e le destre nazionaliste che hanno gridato allo scandalo. Per quanto concerne l’Italia, Matteo Salvini su Twitter ha scritto: “Maria, Giuseppe. Viva il Natale. Sperando che in Europa nessuno si offenda”.Poi, intervenuto all’assemblea regionale della Lega in Campania il leader del Carroccio ha continuato: “La commissione Ue invita a non dire buon Natale, ma buone feste, a sostituire signore e signori con cari amici. Il documento è in inglese e sostituisce Maria e John con Malika e Julio, che non sono più in una grotta ma in un centro commerciale. O interveniamo adesso o questi qua ci portano verso il nulla, una società fondata sul nulla”.

La deputata di Fratelli d’Italia, Ylenja Lucaselli, invece ha affermato: “Eliminare le tracce del Natale e dell’identità cristiana. E’ questa la sintesi del documento interno redatto dalla Commissione Ue per la comunicazione ‘inclusiva’. Un piccolo saggio di multiculturalismo distruttivo”. “L’integrazione europea non può avvenire sulle ceneri delle tradizioni e delle identità. Non possiamo far crescere le prossime generazioni sulla retorica e sul nulla”. Su Facebook invece la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni scrive: “Per la Commissione europea il Natale potrebbe risultare offensivo o essere poco inclusivo? Nessun problema: ci pensiamo noi a celebrarlo. Vi aspettiamo dal 6 al 12 dicembre in Piazza Risorgimento a Roma, per la nuova edizione di Atreju, il Natale dei Conservatori. Non mancate”.

 

2021-12-01T09:19:01+01:00