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Sono un po’ emetofobico, ho paura di fare figuracce davanti agli altri…

Salve 🙂 Non ho mai pensato di parlare con degli psicologi però quest’ultimo anno ho cominciato a vivere con meno spensieratezza e a preoccuparmi dei problemi che mi affligono e ciò mi ha portato a parlarvi. Io sono sempre stata una persona gentile,altruista e solidale con gli altri e che però si preoccupa di ciò che pensano gli altri,dell’immagine che devo dare(anche perché sono un ballerino)tant’è che a 13 anni ho sofferto di anoressia a causa dei commenti altrui sul mio fisico giusto perchè ero ingrassato un pochino(ma in realtà era solo frutto della cattiveria della gente visto che sono sempre stato magro dopo che sono uscito dall’anoressia senza aiuto di psicologi ma solo grazie al supporto dei miei genitori e questa per me è una grande cosa).Però da
sempre sono un po’ emetofobico perchè appunto ho paura di fare figuracce davanti agli altri e prima questo non mi creava affatto problemi.Ora invece
il problema si è accentuato anche se in forma lieve ma rivorrei avere la mia vita felice senza farmi tutti questi problemi e ricominciare a danzare
sul palcoscenico divertendomi e trovando piacere visto che l’emetofobia non me lo permette più di farlo. Nonostante questo io sono una persona molto
positiva e ottimista e quindi sono sicuro che ne uscirò se mi impegnerò ma sicuramente se avrò l’aiuto di voi psicologi potrò uscirne più velocemente
🙂 Comunque quest’anno per me è stato un anno in cui ho represso molte cose perché facendo una scuola difficile e facendo danza a livello professionale
ho dovuto rinunciare spesso ad uscire a stare in modo sereno con la mia famiglia  con i miei amici per i miei impegni e in più quest’anno mi sono innamorato di una persona ormai più da più di 7 mesi e lo stare male per essa e per i miei impegni probabilmente sono stata  un altra causa ad avere
accentuato la mia fobia perchè ogni volta che  vedevo quella persona avevo un nodo in gola ed andavo in ansia.Ora che le ho raccontato la mia storia
cosa ne pensate? Grazie in anticipo dell’aiuto e spero vivamente di ritornare ad essere il ragazzo spensierato e a ridere senza problemi come facevo prima 🙂

Gabriele, 18 anni


Caro Gabriele,
innanzitutto grazie per aver condiviso con noi dei vissuti così profondi ed intimi. Ci vuole un grande coraggio a mettersi in gioco e questo vuol dire che in realtà hai molte risorse che spesso non riesci totalemente a valorizzare. Fa tanto riflettere la tua mail che sembra scritta da un navigatissimo adulto, saggio e sensibile, capace di leggere dentro di sé come pochi altri, e di controllare forse anche troppo tutte le emozioni che provi.Poi ci si ricorda che hai solo 18 anni e che dovresti essere protetto da quei vissuti “che ti fanno venire la nausea o addirittura vomitare”. Sembra quasi che la rabbia, la frustrazione non riescano a trovare una via di fuga ma lavorino in maniera più subdola e silenziosa dentro di te. Chissà se magari questo continua paura di vomitare non sia un modo per riflettere su come invece bisogna buttar fuori le cose che non riusciamo a digerire bene. E’ bello avere il sorriso sulle labbra ed essere sempre propositivi nonostante tutto, ma credici, è importante anche lasciare che la rabbia che certe situazioni ci suscitano, fluisca via affinchè non saturi il nostro corpo, procurandoci dolore. Ci sembra di capire che ci sia sempre una sfida costante con il senso di adeguatezza, con il bisogno costante di avere conferme dall’altro, con giudizi che sembrano non avere per nulla rispetto invece della tua sensibilità. Questo crescente stato di allerta a volte ci porta a gestire meglio situazioni più difficile, a preferire vissuti di dolore piuttosto che prenderci dei nostri spazi perchè questo vorrebbe dire esporsi, fare delle scelte, interrompere quel circolo vizioso che ci fa sentire impotenti. Parli spesso di libertà di voglia di ricominciare a sorridere, ma puoi farlo solo se parti da stesso, e se riesci ad affrontare le tue ombre e le tue paure che ti portano sempre a metterti in discussione in una maniera distruttiva.
Il controllo spesso ci sembra un alleato ma allo stesso tempo è un persecutore.

Sicuramente hai una base sicura nei tuoi familiari, ma visto anche il continuo stress a cui sei sottoposto con questi impegni, potrebbe essere utile cercare uno spazio di ascolto psicologico che possa contenere le tue emozioni, i tuoi vissuti, le parole non dette, la rabbia ma soprattutto che possa aiutare a evidenziare le risorse che hai a disposizione.
Puoi ad esempio recarti presso un Consultorio della tua zona e richiedere una consulenza psicologica. Siamo sicuri che puoi affrontare da solo grandi sfide ma chiedere aiuto è stato il primo grande passo verso te stesso.
Torna a scrivere se vuoi, così avremo anche modo di conoscerti meglio.
Un caro saluto!