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AlmaDiploma: 13% dei maturandi incerto su proprio futuro

Roma – Alla vigilia del diploma, la quota di disorientati, ossia coloro che sono molto incerti sul proprio futuro formativo e professionale, e’ pari al 13%. Percentuale che e’ piu’ elevata tra i tecnici e professionali (entrambi 20%) rispetto ai liceali, assai distanziati: solo 7 su cento.

E’ quanto emerge dall’Indagine sul Profilo dei Diplomati 2017 di AlmaDiploma e AlmaLaurea presentato oggi al Miur. Dalla lettura dei risultati dell’Indagine e’ evidente come gli strumenti di orientamento alle scelte post-diploma possano giocare un ruolo decisivo ed essere determinanti, ad esempio, nel prevenire abbandoni degli studi, delusioni e insuccessi all’interno del nostro sistema universitario.

I dati mostrano che oltre la meta’ dei diplomati indagati (55%) e’ soddisfatto delle attivita’ di orientamento realizzate all’interno dei percorsi scolastici. Soddisfazione che varia a seconda dei percorsi scolastici intrapresi: in particolare, il gradimento cresce tra i diplomati degli Istituti tecnici (62%) e scende tra quelli professionali (57%) e liceali (51%). Il Rapporto mostra inoltre come, indipendentemente dal titolo di diploma conseguito, la soddisfazione espressa dagli studenti sui servizi di orientamento sia piu’ elevata tra quanti scelgono di indirizzarsi verso il mondo del lavoro (62%) e scenda al 54% tra coloro che intendono proseguire gli studi. “L’Indagine mostra la necessita’ di una vera e propria politica di “educazione alla scelta– commenta Renato Salsone, direttore di AlmaDiploma- Oggi piu’ che mai risulta necessario per le Istituzioni Scolastiche dotarsi di efficaci strumenti per perseguire questo obiettivo in modo sistematico e sostenibile nel tempo. A questo fine il tema dell’orientamento deve prendere in considerazione tutta la filiera educativa, a partire dalla scuola secondaria di primo grado. La transizione tra primo e secondo grado, come rilevato dalle indagini AlmaDiploma, e’ una delle fasi piu’ delicate del processo di scelta dello studente per il proprio futuro formativo“.

Nel 2017 voto medio maturità 77 su 100

E’ di 77 su 100 il voto medio dei diplomati in Italia nel 2017.  Nello specifico, la media e’ di e’ 78,9 nei licei, 75,2 negli indirizzi tecnici e 72,7 nei professionali. Chi ottiene i risultati massimi – 100 e 100 lode – e’ il 6%. I ‘bravi’ (da 91 a 99 su 100) rappresentano il 9%. Il 50% ottiene un voto medio (da 71 a 90 su 100). Chi supera l’esame di Stato con voti bassi (60-70 su 100) e’ il 35%. Nei licei, il 92% dei diplomati ha conseguito il titolo di studio senza ripetenze; questa percentuale scende all’84% negli indirizzi tecnici e al 78% nei percorsi professionali. Secondo l’indagine inoltre, la quota di diplomati con genitori in possesso di titoli di laurea e’ massima fra chi ha frequentato i licei classici (59%) e scientifici (43%), si riduce fra gli istituti tecnici (14% tecnico tecnologico e 13% tecnico economico) e i professionali (dall’11% del professionale per i servizi. all’8% del professionale per l’industria e l’artigianato). Analogamente gli indirizzi liceali classici e scientifici si caratterizzano per una forte presenza di studenti di estrazione elevata (47% e 35% rispettivamente) e una sotto-rappresentazione dei figli delle classi meno avvantaggiate (8% per i primi e 14% per i secondi).

Alternanza svolta dal 54% dei diplomati 2017

A due anni dall’introduzione della Legge il 54% dei diplomati 2017 ha svolto un’attivita’ di alternanza scuola-lavoro. Secondo l’indagine a svolgere in maggior misura l’alternanza sono i diplomati professionali (96%) e tecnici (80%); sono invece meno diffuse all’interno dei programmi didattici del liceo (30%). Dallo studio emerge inoltre la coerenza tra l’indirizzo di studio e il settore nel quale l’attivita’ di alternanza scuola-lavoro si e’ realizzata: i liceali maturano questa esperienza prevalentemente nel settore dell’istruzione e in quello dei servizi culturali, ricreativi e sportivi (rispettivamente 24% e 15%); i tecnici in misura maggiore nel settore delle attivita’ manifatturiere e costruzioni e in ambito informatico, ricerca e servizi alle imprese (rispettivamente 18% e 16%); i professionali nel settore alberghiero e nel socio-sanitario (rispettivamente 19% e 14%). Non stupisce pertanto che l’alternanza scuola-lavoro sia considerata dai giovani un’esperienza molto positiva: i dati mostrano infatti che la soddisfazione e’ maggiore proprio dove e’ piu’ diffusa, soprattutto tra gli indirizzi professionali e tecnici. Nella grande maggioranza dei casi gli studenti che l’hanno svolta hanno dichiarato che: – i compiti sono stati assegnati in modo chiaro (91%; percentuale che sale al 93% tra i professionali); – e’ stata organizzata efficacemente (88%; percentuale che sale al 91% tra i professionali); – le attivita’ di tutoraggio aziendale (81%) e scolastico (74%) sono risultate soddisfacenti, percentuali che salgono rispettivamente all’88% e all’83% tra i professionali; – e’ risultata utile, piu’ in generale, per la formazione (85%; percentuale che sale al 92% tra i professionali); – e’ risultata coerente con le discipline scolastiche (76%; percentuale che sale all’85% tra i professionali).

79% maturandi soddisfatto da competenza insegnanti

L’80% dei diplomati si dichiara soddisfatto della propria esperienza scolastica. E’ quanto emerge dall’Indagine secondo il quale l’apprezzamento degli studenti e’ esteso anche agli insegnanti. Questi ultimi sono apprezzati per la preparazione e per la chiarezza espositiva. Il 79% dei diplomati e’ soddisfatto della loro competenza, il 73% della disponibilita’ al dialogo, il 72% della chiarezza espositiva e il 63% e’ soddisfatto della loro capacita’ di valutazione. Le migliori valutazioni sono state espresse a proposito dei rapporti con gli altri studenti, ritenuti soddisfacenti dal 90% dei diplomati. Meno apprezzate sono risultate le infrastrutture, per l’adeguatezza delle aule (ritenute soddisfacenti dal 57% degli studenti), per i laboratori (56%), per gli impianti e le attrezzature sportive (55%). Resta vero che sebbene i diplomati siano generalmente soddisfatti dei vari aspetti dell’esperienza scolastica, una quota importante di loro al termine del percorso formativo e’ “pentito” della scelta compiuta a 14 anni. Il Rapporto mostra infatti che se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore, mentre 54 diplomati su cento ripeterebbero lo stesso corso, 34 diplomati su cento frequenterebbero un indirizzo diverso (8 sceglierebbero un diverso indirizzo/corso della propria scuola e 26 cambierebbero sia scuola che indirizzo); infine 12 ripeterebbero il corso ma in un’altra scuola. La quota dei diplomati che cambierebbe corso e/o scuola e’ piu’ elevata tra i professionali (50%), seguiti dai tecnici (47%), e dai liceali (44%). E’ interessante esaminare le ragioni espresse dai diplomati che cambierebbero corso e/o scuola: il 41% lo farebbe principalmente per studiare materie diverse, il 20% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro (quota che sale addirittura al 30% tra i professionali), il 16% per compiere studi piu’ adatti in vista dei successivi studi universitari.