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Nasce tra i banchi la prima rete contro la tratta di schiavi

rete contro tratta schiaviTRAPANI – Una rete di scuole diventa luogo di realizzazione delle linee guida definite nel Piano Nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani, adottato dal Consiglio dei Ministri nel 2016. Sviluppando un’attività formativa che intende promuovere la prevenzione di fenomeni illeciti e criminali, prende il via il progetto promosso dal Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

Si comincia dal basso, nel senso territoriale, coinvolgendo le scuole della Sicilia, e nel senso strutturale, partendo dalla formazione didattica, individuata quale migliore percorso per la prevenzione. Sarà l’istituto comprensivo Garibaldi – Giovanni Paolo II, di Salemi – Gibellina, diretto dal dirigente scolastico Salvino Amico, a fare da capofila alle dieci scuole che hanno aderito alla manifestazione di interesse al progetto. Solo così è possibile avere una prospettiva completa di come viene percepito il fenomeno della tratta e dello sfruttamento di esseri umani, di quali strumenti bisogna fornirsi per garantire l’educazione interculturale e alla legalità, quale parte integrante dei percorsi didattici.

A costituire la prima rete nazionale, da cui si articolerà una campagna di sensibilizzazione che coinvolgerà oltre 50 scuole in Italia e più di 15 mila studenti, saranno: l’Ipseoa “Titone” di Castelvetrano; l’istituto comprensivo “Pertini” di Trapani; il liceo classico “Giovanni XXIII – Cosentino” di Marsala; l’IIS “Damiani” di Marsala; il “Borsellino-Ajello” di Mazara del Vallo; l’istituto omnicomprensivo “Pirandello” di Lampedusa e Linosa; l’istituto comprensivo “Boscarino – Castiglione” di Mazara del Vallo; l’istituto comprensivo “Pellegrino” di Marsala; il liceo scientifico “Ruggieri” di Marsala

Un progetto in sei fasi

Il progetto sarà articolato in sei fasi che prevedono, in sintesi, la costituzione della rete di scuole, dell’osservatorio territoriale per la raccolta dei dati sulla percezione del fenomeno, la realizzazione dei percorsi informativi e formativi agli stakeholders scolastici, l’elaborazione di un report di ricerca e di un piano di intervento educativo. L’osservatorio sarà composto da esperti del Dipartimento pari opportunità, docenti e operatori della scuola, e metterà a disposizione gli esiti delle attività interne al progetto e avvierà un monitoraggio quali – quantitativo delle fasi di realizzazione su indicazione del comitato tecnico scientifico. La ricerca qualitativa sulla percezione dei fenomeni di tratta e grave sfruttamento consentirà la raccolta di informazioni dettagliate, raccolte attraverso questionari somministrati a studenti, insegnanti, famiglie. L’analisi di tali dati consentirà di attuare strategie di intervento e una loro schematizzazione.

Grande attenzione verrà data al piano educativo per i docenti, che sarà centrato sulla loro capacità di trasmettere, grazie alle competenze trasversali, i principi di conoscenza del fenomeno e i relativi strumenti di denuncia. Saranno loro i diretti interessati alla progettazione di modelli di innovazione didattica, volti ad integrare le metodologie d’insegnamento convenzionali con le modalità di apprendimento della formazione a distanza ed esperienziale. Un’attività articolata su diversi segmenti che vuole sensibilizzare e creare consapevolezza nelle giovani generazioni su cosa debba intendersi per abuso e sfruttamento degli essere umani.

Una mirata campagna di comunicazione e informazione punterà al cambiamento di pensiero, ad una presa di coscienza reale, attraverso la distribuzione di materiali informativi per la sensibilizzazione alla conoscenza del fenomeno, alla denuncia e il contrasto. L’esito di tutto il lavoro potrà creare una guida alle buone pratiche e alla progettazione didattica mirata allo sviluppo delle competenze in cittadinanza attiva e democratica, attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e della pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra le culture. L’idea progettuale sarà, infine, estesa al mondo del terzo settore, con le associazioni accreditate che gestiscono le vittime della tratta, e che hanno acquisito ruoli professionalizzanti sui temi dell’immigrazione irregolare e delle condizioni di vita e delle opportunità di integrazione. Un’apertura, questa, che intende mantenere uno stretto contatto con le realtà operanti, per trasmettere una visione concreta e realistica del fenomeno.