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Cosa aspetti?! Muoviti! Parte la campagna contro la sedentarietà

ROMA – “Che aspetti? Muoviti!”. È questo il consiglio, anzi quasi l’imperativo, promosso dalla nuova campagna di comunicazione che il ministero della Salute ha realizzato in collaborazione con il Coni e l’Istituto Superiore di Sanità per diffondere il più possibile la cultura di un regolare svolgimento dell’attività sportiva e fisica in generale, in tutte le fasce d’età. Un fronte unito per combattere la sedentarietà, ovvero il nemico uno per la nostra salute che, secondo i dati ‘Passi’ del 2017, appartiene a più del 32% degli italiani.

“Abbiamo messo insieme i nostri mondi facendo parlare i dati scientifici che ci dimostrano quello che già sapevamo”, ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella conferenza stampa di presentazione della campagna ‘Salute, sport e movimento fisico’.

Affiancata dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, e dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, il ministro ha ricordato che “l’attività fisica è uno dei tasselli principali, insieme a una corretta nutrizione e ai corretti stili di vita, che ci permette di avere un’esistenza sana. Parliamo di comportamenti che ci consentiranno di avere una terza età in salute, vivendo bene e in modo attivo, ma allo stesso tempo ‘aiuteranno’ anche il Sistema Sanitario nazionale prevenendo moltissime malattie. I dati parlano chiaro. Le stime basate sulle persone affette da patologie cardiovascolari, da diabete e tumori, infatti, consentono di affermare che un aumento dell’attività fisica determinerebbe un minor costo per il Ssn pari a circa 2 miliardi e 331 milioni di euro in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, trattamenti ospedalieri e terapie farmacologiche.

Lo sport per stare bene anche a livello psichico

Non solo. “Lo sport ci aiuta anche ad avere una buona salute psichica, perché è un’arma contro la depressione o alcune dipendenze”, ha sottolineato Lorenzin. Spazio dunque alle passeggiate, al ballo, a un giro in bicicletta e, per i bambini, al gioco all’aria aperta. Comportamenti, o abitudini se vogliamo, sempre più dimenticate e che invece sono alla portata di tutti. Se parliamo di sedentarietà, sotto accusa finisce proprio la tv con il suo potere esercitato su bimbi e anziani. Proprio la televisione, quindi, sarà lo strumento principale della campagna grazie alla diffusione di spot realizzati utilizzando l’immagine di testimonial speciali, a partire da Elisa Di Francisca e Juri Chechi, campioni olimpici nella scherma e nella ginnastica. A loro, così come ai colleghi Fabio Basile, Margherita Granbassi e Massimiliano Rosolino, il ministro della Salute ha chiesto aiuto anche per “portare nelle scuole la testimonianza di stili di vita sani e corretti”.

In fondo, come ha evidenziato Ricciardi, basterebbe poco per avere grandi risultati. campagna sport“Ai bambini e agli adolescenti raccomandiamo di praticare non meno di un’ora di esercizio fisico moderato al giorno con tre sedute per stimolare l’apparato muscolo-scheletrico, agli adulti il suggerimento è di svolgere 150 minuti complessivi a settimana di attività aerobica, mentre agli ultra 65enni si aggiunge l’indicazione della pratica di esercizio per l’equilibrio almeno 3 volte la settimana.

Complimenti per l’idea sono arrivati a Lorenzin da parte del numero uno dello sport italiano, Malagò, che ha ricordato: “Noi non abbiamo nel nostro statuto la promozione dello sport a scuola, ma ci togliamo il pane di bocca per finanziarlo anche se non è nelle nostre competenze, invece di dare risorse aggiuntive alle nostre federazioni”. Definisce “un disastro” la presenza delle ore di sport a scuola, specialmente in quella primaria, eppure “malgrado questo siamo tra il quinto e il sesto posto su 206 Nazioni nel mondo per eccellenza nello sport. Come facciamo? Compensiamo grazie al nostro associazionismo sportivo e al nostro welfare, quindi pensate cosa potremmo fare a cominciare da questa campagna che invita al movimento”. Quindi “diffondiamo questo messaggio, andiamo a vincere anche questa medaglia e togliamoci delle soddisfazioni”.

E per chiudere il presidente del Coni lancia un avvertimento per il futuro: “Se si risparmierà nel Sistema sanitario nazionale grazie al nostro impegno nel far aumentare la percentuale di pratica sportiva in Italia, chiederò qualcosa indietro, perché ho bisogno di finanziamenti per far andare i nostri atleti ai Mondiali o alle Olimpiadi, ma anche per far fare sport in piazza a tutti gli italiani”.