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Il futuro della scuola italiana? E’ bilingue

ROMA – Sono 190 i docenti e 65 i dirigenti scolastici, provenienti da 15 diverse regioni italiane, che si riuniscono a Milano, presso l’Istituto Gonzaga, il 19 e 20 marzo per la Conferenza Annuale della Rete di Scuole Cambridge International in Italia 2018. Obiettivo dell’incontro, approfondire il ruolo del docente all’interno di una formazione bilingue e internazionale per il sistema scolastico italiano.

In Italia sono 213, di cui oltre 150 statali, le scuole che aderiscono al programma Cambridge per l’insegnamento in lingua inglese secondo modelli educativi internazionali, dando la possibilità a 4.500 studenti di ottenere una certificazione Cambridge IGCSE o Cambridge International AS e A Level. Le discipline più insegnate nel nostro Paese in questo contesto di studio sono Geografia, Matematica, Fisica, Biologia e Inglese come seconda lingua. Il numero di scuole Cambridge in Italia è in costante crescita. Parte di esse costituiscono “La Rete”, associazione che promuove convegni ed eventi come la Conferenza nazionale di Milano.

Secondo i dati sullo studio delle lingue nell’Unione Europea nell’ambito della scuola secondaria, ogni studente italiano apprende in media 1,70 lingue straniere e il 96% di loro frequenta lezioni scolastiche di inglese (fonte: Eurostat). Numeri destinati a crescere in vista degli obblighi normativi che riguardano non solo l’insegnamento della lingua inglese, ma anche quello di altre discipline scolastiche in lingua straniera.

La Riforma della Scuola Secondaria di secondo grado avviata a partire dal 2010 dal Ministero dell’Istruzione, infatti, ha introdotto l’obbligo di insegnamento di una materia scolastica in lingua inglese, dal 5° anno in tutti i percorsi di studio e a partire dal 3° anno per i Licei Linguistici. Un obbligo a cui presto tutti gli istituti non potranno più sottrarsi.

La risposta a questo obbligo si chiama CLIL, acronimo di Content and Language Integrated Learning, (apprendimento integrato di lingua e contenuto), metodologia di insegnamento nata agli inizi degli anni ’90 finalizzata all’insegnamento in inglese di discipline non linguistiche, ma i cui risvolti positivi si estendono a diversi campi dell’apprendimento, grazie ai valori fondanti di interculturalità e approccio plurilingue.

In questo contesto entra in gioco Cambridge Assessment International Education, il programma internazionale di studio che riunisce quasi un milione di studenti di 10.000 scuole in 160 diversi paesi nel mondo. I programmi e le certificazioni Cambridge costituiscono efficaci metodi di preparazione di eccellenza per la carriera scolastica e per quella professionale. Offrono infatti un prezioso parametro standard di riferimento a livello internazionale delle competenze dello studente.

Alessandra Varriale, Manager Italy Southeastern Europe, Cambridge Assessment International Education, ha dichiarato: “Le esigenze dello studente sono al centro del nostro approccio educativo, che si fonda non solo sulla centralità della lingua inglese, ma soprattutto su una metodologia didattica internazionale, per molti versi distante dal tradizionale approccio italiano. Il programma Cambridge si pone l’obiettivo di formare studenti per la vita, aiutandoli a sviluppare una vera e propria passione duratura per l’apprendimento. Si tratta di un passaporto fondamentale per avere accesso alle più prestigiose università internazionali e alle migliori aziende di tutto il mondo. Perché lo studente possa avere le migliori opportunità di carriera, scolastica e internazionale.”