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Invalsi, l’opinione degli studenti

ROMA – All’uscita del Liceo Montale di Roma, in zona Gianicolense, alcuni ragazzi del secondo anno, intervistati dall’agenzia Dire, commentano le prove Invalsi sostenute stamattina. “Servono solo a capire quali siano le scuole migliori per dare soldi a quelle che hanno gli studenti più bravi…e poi è uno spreco, i soldi usati per le Invalsi potevano essere usati per ristrutturare la sede del Buon Pastore” afferma Claudia, che ha lasciato i test in bianco, facendo riferimento alla sede succursale della sua scuola, da anni chiusa perché inagibile. “Dicono che sono prove anonime, ma non è vero, perché c’è un codice numerico che identifica gli studenti – aggiunge Giovanni, anche lui tra i ragazzi che hanno boicottato i questionari- alcuni non lo hanno fatto, ma solo per paura dei professori”.
“Al ‘Federico Caffé’ hanno ammonito, con una scusa, il rappresentante d’istituto, perché stava invitando al boicottaggio. In realtà diffondeva il documento discusso e approvato dalla consulta provinciale degli studenti di Roma- dichiara Ascanio, rappresentante d’istituto, iscritto all’ultimo anno all’I.I.S. Volta, che condivide la sua sede con il ‘Montale’. Secondo Ascanio “gli studenti hanno boicottato numerosi i test invalsi, qui a Roma Ovest circa il 90% non si è nemmeno presentato a scuola. E’ un modello classista, lo abbiamo ribadito anche in plenaria della consulta degli studenti, approvando un documento in merito- e conclude- anche quest’anno vediamo che i soldi che in parte vengono sprecati per questi test inutili sono aumentati da 14 milioni a 24 milioni di euro. E’ un modello d’struzione e apprendimento che non ci appartiene, è un modello anglosassone che non c’entra nulla con quello italiano e non và ad incidere sulla formazione critica dello studente”.