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Italia e Finlandia per un’educazione innovativa

Roma – Il sistema scolastico innovativo della Finlandia si basa su una trasversalità degli insegnamenti, sull’innovazione e sulla pratica che in parte manca all’Italia. Ma la riforma del sistema finlandese parte da un pedagogia che nasce nel nostro Paese, da don Milani a Maria Montessori, per una scuola per tutti e di tutti.

È la sintesi di quanto è emerso dall’incontro “Italia e Finlandia: nuovi modelli didattici educativi” tenutosi nell’aula magna dell’istituto Einaudi di Roma nell’ambito dello scambio culturale tra la scuola romana e il college OSAO di Oulu. Una pedagogia, quella finlandese, che guarda lo studente nella sua individualità e valorizza l’autonomia, il saper fare e il saper essere.

Una didattica basata sul Learn by doing, l’imparare facendo, come ha raccontato la docente Walker presente all’incontro. L’alternanza scuola-lavoro é prassi nella scuola superiore, parte del percorso scolastico viene fatto in ambito lavorativo permettendo così ai ragazzi di sperimentarsi nel lavoro. Un’attività che anche in Italia ormai è d’obbligo ma che ancora deve crescere e migliorare. Se da un lato quindi la scuola finlandese é un’eccellenza per innovazione e attività pratica, dall’altro l’inclusione e il modello di scuola aperta a tutti é una filosofia che hanno mutuato da noi. Dunque studenti e docenti possono arricchirsi reciprocamente in questo scambio appena nato che tutti sperano possa proseguire nel tempo. Claudio studente dell’Einaudi, a conclusione dell’evento, ha salutato e ringraziato i suoi coetanei finlandesi ospiti delle famiglie degli studenti della scuola.

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Uno studente del college di Oulu oltre a ringraziare per l’ospitalità e l’accoglienza ha spiegato le differenze tra i due Paesi, in un perfetto inglese. “Mi piace molto questa città, é molto diversa dalla Finlandia. Mi piacciono le persone, i monumenti, i luoghi, é molto diverso da dove vivo”. Tra l’emozione e la spontaneità tipica dei giovani ha proseguito: “qui mangiate sempre pasta, in Finlandia mangiamo sempre patate, qui c’è molta luce, da noi solo poche ore, da noi fa freddo qui è più mite il tempo. Le persone – ha concluso- sono solari, aperte e amichevoli, noi siamo più timidi e quieti”. La conferma delle differenze é arrivata con l’applauso da stadio del pubblico e i sorrisi increduli degli ospiti finlandesi.