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Italia-Finlandia, siglato a Roma protocollo Einaudi-Osao

Roma – Le differenze sono una risorsa per l’Istituto Einaudi. Lo dimostrano i volti degli studenti, tanti italiani di seconda generazione perfettamente integrati nella comunita’ scolastica.

Lo conferma la volonta’ di aprirsi all’esterno, e all’estero, come nel caso del protocollo d’intesa firmato oggi tra la scuola romana e il vocational college Osao di Oulu. Al termine dell’incontro ‘Pratiche dialogiche dalla scuola finlandese a quella italiana: un percorso possibile’, a Roma presso la sala Tevere della Regione Lazio, organizzato nell’ambito del gemellaggio tra Italia e Finlandia, la dirigente scolastica dell’Einaudi, Diana Guerani, e la coordinatrice didattica del college finlandese hanno siglato il documento – redatto in tre lingue (finlandese, inglese e italiano) – con la quale si ufficializza l’inizio della collaborazione e la prosecuzione della stessa nei prossimi anni.

Ultimo tra gli incontri ufficiali previsti nella settimana di permanenza degli studenti finlandesi nella Capitale, l’incontro di questa mattina ha messo in luce i punti di forza e le tematiche su cui lavorare. “Questo primo momento e’ solo l’inizio di una collaborazione che si potenziera’ e crescera’- ha ribadito la dirigente Guerani- auspicando che lo scambio sia per gli studenti ma anche per i docenti, prevedendo progetti di permanenza prolungati sia in Italia che in Finlandia”.

“Il Vocational college- ha proseguito Guerani- prepara alle professioni, e’ incentrato sulle attivita’ pratiche, la nostra scuola pur avendo una valenza laboratoriale non puo’ prescindere dalle discipline teoriche per fornire la base culturale ma credo che l’alternanza scuola- lavoro sia il punto su cui si puo’ lavorare di piu’, in questo scambio che portera’ crescita reciproca”. “La scuola e’ luogo del dialogo per eccellenza- ha aggiunto la vicepreside Marina di Foggia- e da noi le differenze sono una risorsa, molti dei giovani che stanno ospitando gli studenti finlandesi provengono da famiglie originari di altri Paesi ma per noi sono tutti italiani. L’eccellenza della nostra scuola- ha concluso- sono i ragazzi che hanno dimostrato impegno e partecipazione, e anche i nostri docenti che sono usciti dai confini delle loro discipline mettendosi in gioco”

. La parola e’ poi passata agli alunni che hanno raccontato le loro impressioni e posto alcune domande. Gli studenti finlandesi hanno ringraziato per l’accoglienza e per la bella esperienza, gli italiani hanno rivolto alcune domande ai relatori. Una in particolare ha colpito tutti: e’ stato detto piu’ volte in questi giorni che “siamo piu’ empatici, loro piu’ timidi, viene spontanea una domanda, perche’ loro finlandesi che sono piu’ introversi per cultura, riescono a stringere un rapporto piu’ empatico coi propri professori, e noi non-italiani ed italiani che per natura siamo piu’ estroversi, non riusciamo a stabilire un rapporto cosi’ stretto con i professori?”. Difficile la risposta che probabilmente arrivera’ guardando da vicino la realta’ scolastica finlandese quando i ragazzi dell’Einaudi andranno al college di Osao.

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