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Olimpiadi di Italiano, terminata la prova scritta

ROMA – “Sono sempre stato abituato ad essere abbastanza veloce, non mi vengono date più’ di tre ore per il compito di italiano. Quindi in due ore e mezza ho già finito”. Questo il commento a diregiovani.it di Luca Stocchetti, 15 anni, studente dell’istituto alberghiero ‘Pellegrino Artusi’ di Recoaro Terme nel vicentino, il primo a consegnare la prova scritta alle Olimpiadi di Italiano, svoltasi in mattinata nell’Aula Magna del Liceo D’Azeglio di Torino.

Olimpiadi di Italiano, oltre 57.000 studenti coinvolti 

Oltre 57.000 studenti coinvolti e 80 finalisti in corsa per il podio di una settima edizione promossa anche quest’anno dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l’Accademia della Crusca. Padronanza della grammatica, efficacia nell’uso della lingua, destrezza nel lessico, abilità nel dominare le sfumature dell’italiano. Queste le competenze richieste per aggiudicarsi il titolo nel corso della cerimonia conclusiva che si terra’ domani mattina presso Cavallerizza Reale-Aula Magna dell’Università di Torino. Una tre giorni arricchita dalle Giornate della Lingua Italiana, una serie di tavole rotonde con esperti di cui la prima dedicata alla figura di Tullio De Mauro.

Olimpiadi di Italiano, le testimonianze degli studenti

“Ho affrontato la prova in modo molto tranquillo e rilassato”, racconta Luca, che ha svolto gli esercizi nell’ordine esatto in cui era strutturata la prova (Riassunto, Commento, Testo informativo, Testo creativo) in due ore e mezza sulle quattro concesse. “La parte più difficile per me e’ stata il commento: gli argomenti che venivano posti erano da sviluppare in maniera approfondita, ma il limite di parole era poco ampio”. Parole di un lessico che Luca e’ riuscito nel tempo ad arricchire grazie all’uso del vocabolario dei sinonimi e contrari nel corso dei compiti in classe di italiano. “Non mi aspettavo ci fossero dei temi da svolgere, avevo studiato la parte grammaticale e mi aspettavo degli esercizi di grammatica”, confessa Luca, che si e’ preparato con lo studio a scuola e a casa, utilizzando libro di grammatica e computer. “Sono stato informato delle olimpiadi della professoressa di italiano che mi ha iscritto- aggiunge-. Ci ho preso gusto e ho continuato, impegnandomi. Sicuramente e’ un’occasione che non si ripete spesso, da sfruttare, perche’ e’ una bella esperienza”. Una bella esperienza soprattutto per gli studenti delle scuole italiane all’estero, come Kristi Anima della scuola italiana di Atene, tra gli 80 finalisti, e i ragazzi degli istituti professionali. “Come istituto professionale i miei compagni si sono stupiti del fatto che siamo riusciti a partecipare alle prove finali”. Ad arrivare secondo, infatti, Michele di Bello, un quindicenne del liceo classico ‘Quinto Orazio Flacco’ di Potenza. Ma frequentare un istituto professionale non e’ uno svantaggio secondo Luca, a condizione che alle ore di scuola si affianchi lo studio a casa: “Secondo me e’ molto buono l’insegnamento dell’italiano nelle scuole- continua lo studente dell’laberghiero-. Da parte dell’alunno pero’ deve esserci un approfondimento personale”. Approfondimento personale che il quindicenne racconta di realizzare leggendo libri anche di sua iniziativa. Un esercizio ancora piu’ importante nell’era dei social, in cui, dichiara Luca, “spesso ci sono errori grammaticali, che influiscono sulla lingua parlata e scritta”.