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Piccoli ortisti crescono: l’educazione in natura di ‘Io sono’

ROMA – Una scuola aperta al territorio per un territorio aperto alla scuola. E’ questo il senso del percorso di educazione in natura che l’associazione di promozione sociale ‘Io sono’ porta avanti dal 2015 a Roma nel contesto degli orti urbani Tre Fontane, un polmone verde di sei ettari dove un tempo sorgeva una discarica abusiva che nel 2014 e’ stato sottratto al degrado grazie all’azione di persone del quartiere della Montagnola che, dal basso, hanno deciso di unirsi e riappropriarsi di un pezzo di citta’ per farne uno spazio sociale.

Un progetto educativo in cinque incontri nato nel 2016, che tra febbraio e maggio di quest’anno ha coinvolto circa 550 bambini, dai 3 ai 10 anni, dei cinque plessi dell’istituto comprensivo ‘Poggiali Spizzichino’. Obiettivo del percorso farli uscire dall’aula, che spesso limita la loro fantasia e creativita’, per sperimentare cosa significa lavorare in gruppo e unirsi per raggiungere scopi comuni e tirare fuori le emozioni che il contatto con la natura riesce a suscitare.

“Quando arrivano qui i bambini sono molto agitati, perche’ per loro stare all’aperto vuol dire correre e urlare– racconta a diregiovani.it Sara Iannucci, dell’associazione ‘Io sono’- Al primo incontro lasciamo questa liberta’ di sfogo, dopodiche’ inizia un percorso in cui e’ importante l’accoglienza. Il primo giorno si fa il circle time– aggiunge Iannucci- ci si mette in cerchio, ci si saluta, ci si chiede ‘come stai’. Gli altri incontri sono dedicati a diversi argomenti. Alla fine notiamo un cambiamento enorme, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di gruppo. All’inizio sono molto competitivi– sottolinea- Arrivare alla fine e sentire che ti dicono che lavorare in gruppo e’ piu’ bello, per noi e’ una grandissima soddisfazione”. I bambini imparano anche cosa significa stare in natura: “Ai primi incontri tendono inconsapevolmente a buttare le cose a terra o a strappare i fiori– chiarisce- Alla fine del percorso raccolgono il pezzo di plastica e lo buttano e se vedono un fiore non lo strappano o lo raccolgono per portare un mazzetto alla mamma o al papa’. Questa per noi e’ educazione”. E ad aiutare ‘Io sono’ nei progetti di educazione in natura anche alcuni degli ortisti delle Tre Fontane, indirizzati dagli esperti dell’associazione con una formazione di educazione all’aperto. Perché “oltre l’educazione con i bambini- specifica Iannucci- per noi è importante diffondere la cittadinanza attiva e partecipativa e l’incontro tra generazioni”.

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Un approccio educativo innovativo, che si aggancia all’esperienza della scuola in natura e punta ad una consapevolezza maggiore sui temi di inquinamento, riciclo dei rifiuti e beni comuni, oltre a far sentire i piccoli ortisti protagonisti del proprio territorio: “I bambini hanno partecipato a questo progetto con molto entusiasmo– spiega a diregiovani.it Floriana Guerrisi, docente dell’ic ‘Poggiali Spizzichino- Hanno imparato soprattutto a porre attenzione alla natura che hanno intorno, notando ogni dettaglio”. Un percorso che stimola la fantasia del bambino, oltre a favorire il reale contatto con la natura: “In classe ne abbiamo parlato tanto– aggiunge Guerrisi- Quello che e’ arrivato da loro e’ la felicita’ di stare nella natura tutti insieme, a manovrare, toccare, odorare, riconoscere tutto quello che a volte magari sfugge”. Un’esperienza di contatto che e’ anche necessario rinforzo didattico per le materie scientifiche: “I bambini si sono calati nel loro contesto– conclude la docente- e questa e’ una cosa che sicuramente arricchisce”.

Carote, insalata, erba cipollina, pomodori, patate, diventano improvvisamente oggetti vivi agli occhi dei bambini, abituati ad osservare nelle cassette dei supermercati frutta e verdura buone per ogni stagione. E’ cosi’ che ogni ortaggio torna nella ruota delle stagioni e i piccoli ortisti scoprono l’importanza di consumare consapevolmente. “Qui abbiamo imparato che bisogna comprare i prodotti a km 0 perche’ cosi’ si inquina meno e che la terra e’ un’amica preziosa” dice Veronica, 9 anni. A farle eco Marco, 10 anni: “Qui ho imparato che e’ bello coltivare e che bisogna imparare a lavorare in gruppo, che non si arriva sempre primi, e che bisogna cercare di fare le cose bene”. A popolare la Tre Fontane, pero’, non sono solo i bambini che partecipano alle varie attivita’ di ‘Io sono’ (domeniche in natura, laboratori per genitori e bambini, campi estivi, Ortolimpiadi). Gli orti urbani, oggi gestiti da circa 150 soci tra cui una decina di associazioni, si sono aperti negli anni anche ai detenuti in regime alternativo (grazie all’associazione ‘Il viandante’), alle persone con disabilita’ psichica, ai migranti che seguono i corsi di italiano dell’associazione Hoy!, agli iscritti della palestra popolare del quartiere. Una comunita’ intera che in periferia, dal basso, e’ riuscita a costruire un’idea di socialita’ alternativa da una discarica.