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Sanremo visto da noi: l’articolo di Paolo Ferrara

(L’articolo dello studente Paolo Ferrara nell’ambito dell’iniziativa Sanremo visto da noi)

Si è appena conclusa la seconda puntata del Festival di Sanremo, arrivato alla sua 68esima edizione.

Un festival colorato, frizzantino, sbarazzino ma opportuno; insomma, un festival nel quale gli uomini scendono la scalinata più leggiadramente delle donne.

Di chi siamo parlando???

Come avete già visto martedì, anche oggi sul palco dell’Ariston l’attore Pierfrancesco Savino, la conduttrice Michelle Hunziker e il cantautore Claudio Baglioni.

Anche questa una serata sorprendente e ricca di colpi di scena: avete saputo, ad esempio, del caso Metal-Moro? Pare che il brano con il quale gareggiano presenti inequivocabili somiglianze (un ritornello quasi uguale) con “Silenzio”, canzone esclusa dal Festival alle selezioni nel 2016. Non è plagio (l’autore è lo stesso), ma non è neanche inedito (come regolamento vuole)!

Beyond that, ad aprire la serata sono i quattro giovani per la sezione nuove proposte: Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri, Mirkoeilcane e Alice Caioli e, tra una Hunziker padrona di casa e un Savino un po’ euforico, arriva anche il momento delle Vibrazioni e di Super Pippo, che risveglia la memoria nat-pop con una carrellata di ricordi legati al festival

Ospiti internazionali e non? Biagio Antonacci che fa tanto pensare ad un Carlo Conti scomparso, Sting e Shaggy (il primo un po’ lontano dalla nostra generazione) che portano un bel accostamento di generi musicali e poi Il Volo.

La gara tra i big continua: ancora una volta spiccano Ornella Vanoni modesta e sempre moderna e paradossalmente la ligure Annalisa con un brano che presenta tutti i crismi per arrivare fino in fondo.

Per giunta, questa puntata, oltre a farci capire che è più un concerto di Baglioni che il Festival di Sanremo, è servito a svelare tutte le virtù di Pierfrancesco Savino: sa parlare inglese, balla bene e si esprime più di Baglioni, ancora timido ai riflettori.

Ed è subito momento di classifiche, solo preceduto da una sempiterna esecuzione della “Samarcanda” di Vecchioni (oltre alla sua «Chiamami ancora ancora» che trionfò nel 2011).

A concludere la serata è l’audace Michelle nei panni di “50 sfumature di Mago Forest” e la lettura della classifica della Stampa.

di Paolo Ferrara