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Triste ritrovamento a Disneyland Paris

ROMA – Doveva essere una giornata come tante altre, la prima del mese di aprile al parco di divertimenti più conosciuto della Francia( e sicuramente di tutta Europa). Il Disneyland Resort Paris si è destato dal sonno della notte precedente, riaccendendo i suoi magici colori per trasportare ogni bambino(e genitore) in un sogno ad occhi aperti. Tutto sembrava al suo posto, come sempre, quella mattina di sabato 1 aprile nel parco firmato Walt Disney, creatore del simpatico piccolo topino. Eppure nessuno si è accorto che qualcosa non andava, che c’era qualcosa di strano. La notte addietro aveva sì avvolto il parco, ma portandosi via qualcosa con se.

Un’attrazione è rimasta chiusa al pubblico, forse una delle preferite dei visitatori nella zona di Frontierland insieme a “Pirati dei Caraibi”, la “Phantom Manor”, a seguito di un agghiacciante e triste ritrovamento che ha sconvolto i lavoratori del parco.

Quella mattina presto infatti era stato rinvenuto nell’attrazione il corpo di un tecnico 45enne , addetto all’impianto di illuminazione della struttura e probabilmente deceduto a seguito di una folgorazione accidentale sul lavoro.

La “casa stregata” ha chiuso le porte al pubblico quel sabato 1 aprile per poi riaprire i battenti 4 giorni dopo, durante i quali la polizia scientifica ha analizzato la scena del ritrovamento e interrogato i dipendenti amici del deceduto, rattristati dall’ inaspettato accaduto.

La notizia è stata diffusa solo alla riapertura della Phantom Manor il 5 aprile dal giornale LE PARISIEN : “Era molto popolare fra i suoi colleghi, aveva sempre il sorriso sulle labbra, siamo profondamente addolorati”.

Queste le parole del portavoce di Disneyland Paris, Patrick Maldidier.

L’ identità del tecnico non è stata ancora resa nota; lavorava nel parco dal 2002 come elettricista, originario di Noisy-le-Grand, situata a est di Parigi.

Questo non è di sicuro uno dei primi gravi incidenti avvenuti nel corso degli anni nel parco, ma stavolta la Phantom Manor ha voluto fare uno scherzo troppo pericoloso che è costata una vita dedita al lavoro, attuo a strappare un sorriso a un bambino e regalare lui un sogno.

di Nicolò Serafini – Liceo Dante Alighieri di Roma