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Uomo di Altamura, ecco la ricostruzione dello scheletro

ROMA – Ieri, l’uomo di Altamura è stato svelato al pubblico in anteprima mondiale, in un suggestivo evento moderato da Antonio Ferrante (Responsabile relazioni esterne del Comune di Altamura).

Protagonista indiscussa dell’evento, è stata la ricostruzione dell’Uomo di Altamura che, grazie al preciso e duro lavoro dei paleoantropologi David Caramelli (Università degli Studi di Firenze) e Giorgio Manzi (Università degli Studi di Roma La Sapienza), è diventato un elemento importante del patrimonio culturale della Regione Puglia. Alla ricostruzione hanno collaborato inoltre anche gli studiosi, Maryanne Tafuri, Fabio Di Vincenzo e Antonio Profico.

uomo di altamura

Loredana Capone, assessore della Regione Puglia all’Industria turistica e culturale, ha commentato: “La ricostruzione è stata effettuata partendo dallo scheletro di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, ad Altamura, risalente a 180.000 anni fa. Il Polo museale di Altamura, grazie anche alla importanza del “suo uomo”, a partire da oggi può diventare un attrattore potente per i viaggiatori in Puglia […]”.

L’uomo di Altamura è alto, circa, 1 metro e 65 centimetri e presenta un corpo tarchiato. Per ciò che riguarda il volto, ha una fronte sporgente, un naso grande, la barba incolta e capelli lunghi e scurissimi. “L’obiettivo è riuscire a liberare gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico. Portarlo in superficie è il modo per conservarlo meglio e completare gli studi”, ha detto il Prof. David Caramelli.

Alla cerimonia, hanno preso parte Giacinto Forte (Sindaco di Altamura), Aldo Patruno (Direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia), Luigi La Rocca (Soprintendente Archeologia della Puglia), Francesca Radina (Coordinatrice per la Soprintendenza del progetto di ricerca e tutela del contesto paleontologico), Fabrizio Vona (Direttore del Polo Museale della Puglia).