Brocchi? Non ha la bacchetta magica...

Brocchi? Non ha la bacchetta magica…

Poca roba, Mister, verrebbe da dire a Christian Brocchi all’indomani della sconfitta maturata al Bentegodi contro un Verona ormai destinato alla retrocessione. Poca, pochissima roba. Numeri alla mano il rendimento dell’ex tecnico della Primavera rossonera non è risultato migliore di quello del proprio predecessore, e il principio di euforia che aveva ricoperto l’ambiente al suo arrivo è già stato abbondantemente sedato nel giro di appena due settimane.
17/04: Si gioca Sampdoria-Milan a Marassi, gara d’esordio di Brocchi sulla panchina -quella vera- rossonera. Il Diavolo vince di misura grazie alla rete di Bacca alla metà dei secondi 45′: il bel gioco è lontano anni luce, ma intanto “buona la prima”, e altrettanto buoni i tre punti messi in saccoccia dopo un digiuno durato cinque gare. Ottimo Balotelli, Bacca croce e delizia, la retroguardia regge discretamente. Imperversano le polemiche per la rete annullata a Dodò, ma dalle parti di Milanello sono in pochi a farci caso.
21/04: La società attende trepidante la conferma: è il Carpi ad affacciarsi sul prato di San Siro, spinto dall’irrefrenabile spirito di chi lotta per una salvezza che avrebbe del miracoloso e memore dell’impresa del 24 gennaio, quando gli emiliani furono in grado di fermare l’Inter sull’1-1. A fine gara il Milan registra un possesso palla che rasenta l’80%, ma delle 19 conclusioni scaricate verso Belec sono solo in 3 a raggiungere la specchio della porta. Stecca Boateng -riproposto sulla trequarti- , stecca Bacca, match-winner della gara di Genova, stecca Balotelli. Steccano un po’ tutti, e al triplice fischio di Guida il tabellone di San Siro rimane invariato sullo 0-0: Brocchi rimandato, ne riparliamo fra quattro giorni.
25/04: Torniamo dunque al punto di partenza. Cadono inaspettatamente le poche certezze iniziali accumulate sotto la nuova gestione. Brocchi da continuità al 4-3-1-2, schierando dal primo minuto un Mauri in fiducia dalla gara precedente e Menez in sostituzione dello squalificato Balotelli. Di fronte ai rossoneri il Verona, con un piede e trequarti in cadetteria e niente da perdere se non quel briciolo d’onore e di amor proprio. Gli scaligeri, a dispetto dei pronostici, tengono in mano il pallino del gioco per gran parte della prima frazione: ironia della sorte, proprio al 21′ segna Menez. Secondo tempo: Di Bello giustizia i rossoneri concedendo al Verona un rigore molto dubbio, che lo spietato Pazzini trasforma. Poi, quando i giochi sembrano essere in procinto di condannare Brocchi al secondo pareggio consecutivo, Siligardi scuote il Bentegodi con una maestosa punizione: mancino, bacio alla traversa e rete. Montolivo non salta in barriera, Donnarumma può soltanto guardare. É 2-1 Verona, ed è 1-1-1 lo storico della nuova gestione. Sfortuna? Anche, ma l’alibi non è sufficiente.

Capitolo I – Carattere cercasi: Eufemismo, se considerato che Christian Brocchi di carattere ne ha da vendere. Potrebbe farne comodo una dose discreta ai centrocampisti, ma in linea di massima è tutta la squadra ad averne bisogno. Di base, generalmente, è la seguente considerazione: il club vincente, per antonomasia, ha giocatori di carattere ancor prima che giocatori estrosi o tecnici. Lo insegnano al di là della Manica, a Leicester, così come in Spagna, nella sponda Colchonera di Madrid. Ma lo insegnano anche in Italia, dal basso verso l’alto, dal Carpi alla Juventus.

Capitolo II – Un Leader, magari: Romagnoli? Non credo, piuttosto potrebbe essere uno dei papabili futuri leader. Ma stiamo guardando al presente, quindi ci tracciamo un bel frego sopra. Montolivo? Ancora meno. “Ma come! É il Capitano!”: obietteranno in molti… Per carità, velo pietoso. È Capitano perché è un professionista esemplare, perché vanta una correttezza unica e perché, in fondo, è uno dei senatori di questo Milan. Non certo perché vanta una spiccata leadership, o perché offre prestazioni continue dando il buon esempio ai compagni più giovani. E Bonaventura? In fondo incarna discretamente la figura del leader tecnico, è un ragazzo serio e generoso, italiano per giunta. Pecca in continuità, al pari del 99% dei compagni, altrimenti mi stupirei nel vedere la fascia sul braccio di altri.

Capitolo III – Turbolenze: Possiamo immaginare come già il dover gestire un gruppo di attaccanti all’interno del quale emergono le creste di Balotelli, Menez e Niang possa trattarsi di un impegno discreto. Se poi ci si aggiunge anche Bacca, beh, ecco che il risultato diventa insostenibile. Ha chiesto scusa in seguito all’atteggiamento polemico nei confronti di Brocchi nel mentre veniva sostituito, verissimo, ma lo ha fatto quando il polverone era già stato alzato. Scuse di facciata? Questo è un altro discorso, ma intanto la frecciatina dell’ex Sinisa è arrivata fresca e puntuale: “La reazione di Bacca? Con me non si arrabbiava…” Come se la carne al fuoco non fosse già abbastanza…

Capitolo IV – Epilogo: Nel frattempo, tra una cordata cinese ed un’altra, Berlusconi trova anche il tempo di rinnovare la fiducia a Brocchi. Nessuna retromarcia, nessun ripensamento: il Mister rimarrà sulla panchina rossonera fino a giugno, a dispetto delle maliziose voci che avrebbero voluto l’ormai assurdo ritorno Mihajlovic, quantomeno per giocarsi le proprie carte in Coppa Italia. Poi si vedrà, ma è scontato ricordare come la riconferma debba passare dai risultati. Passo indietro. E la Coppa? Già, quella finale che potrebbe consolare il portafoglio di Berlusconi, orfano tutt’ora dei cento milioni ormai celebri investiti in estate per portare a Milano Bacca, Romagnoli, Bertolacci e Luiz Adriano? A nessuno dispiacerebbe mettere un trofeo in bacheca dopo quattro anni, ma l’ostacolo Juventus potrebbe essere anche più ostico del previsto.
Regna la confusione a Milanello, ed il futuro è più incerto che mai, partendo dal Presidente fino ad arrivare all’ultimo dei magazzinieri. Sarà bene confermare il sesto posto -il Sassuolo incalza- per poter mettere le basi per il futuro, così come sarà bene confidare nella giornata buona di qualche big in vista della finale di maggio. Dopodiché, finalmente, verranno tirate le somme di una stagione confusionaria e -sempre bene evidenziarlo- deludente.

Simone Torricini
Classe 4E – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

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