Il telescopio Kepler della NASA scopre 1.284 nuovi esopianeti. Forse 9 abitabili

Kepler

C’è vita nell’Universo? La domanda a cui tutti gli scienziati cercano incessantemente risposta fa capolino ad ogni nuova scoperta. Grande è l’attenzione della comunità scientifica al lavoro del cacciatore di esopianeti Kepler

Le parole magiche sono sempre le stesse: acqua, pressione atmosferica, orbita, anidride carbonica e rotazione. La combinazione fatale che rende possibile la vita su un pianeta è quella che gli scienziati di tutto il mondo cercano in maniera incessante. Osservano, scrutano, calcolano, mentre milioni di persone, alzando gli occhi al cielo, si pongono la stessa domanda: “C’è qualcun altro, lassù?”. InteressanteNASA: ecco come Kepler ha scoperto i nuovi possibili pianeti abitabili

kepler

La missione Kepler è una missione spaziale della NASA parte del programma Discovery, il cui scopo è la ricerca e conferma di pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle diverse dal Sole, tramite l’utlizzo del telescopio spaziale Kepler. Il veicolo spaziale, chiamato in onore dell’astronomo tedesco del diciassettesimo secolo Johannes Kepler, è stato lanciato con successo il 7 marzo 2009.


kepler esopianeti scoperti

Nuovi esopianeti scoperti dal 1995 a oggi. Crediti: NASA Ames/W. Stenzel; Princeton University/T. Morton

Nel tardo pomeriggio, la NASA ha confermato l’esistenza di 1.284 pianeti esterni al sistema solare, che fanno parte della nostra Via Lattea. 550 di questi sarebbero rocciosi come la Terra e nove orbitano attorno alla stella nella fascia “abitabile” con temperature di superficie che consentirebbero la presenza di acqua allo stato liquido e forme di vita. Ti potrebbe interessare: Mercurio: foto e video per rivivere l’evento astronomico dell’anno

L’annuncio di oggi è il più grande mai fatto su nuovi pianeti.

kepler esopianeti

I ricercatori della NASA hanno analizzato i dati catalogati da Kepler fino a luglio del 2015, nel quale erano inseriti 4.302 potenziali pianeti: per 1.284 di questi la probabilità di essere effettivamente un pianeta supera il 99 per cento, il minimo necessario per attribuire a un corpo celeste non ancora identificato quello stato. Per altri 1.327 è probabile che si tratti di pianeti, ma non ci sono certezze sufficienti, i restanti 707 sono corpi celesti di altro tipo.

Timothy Morton, della Princeton University (New Jersey) e tra i responsabili della nuova ricerca i cui risultati sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal, ha spiegato con un’analogia efficace il nuovo metodo utilizzato: “I probabili nuovi pianeti sono come le briciole di pane. Se ne fai cadere un po’ sul pavimento, puoi raccoglierle una per una. Ma se ne fai cadere un intero sacco, avrai bisogno di una scopa. L’analisi statistica è la nostra scopa”.

Il telescopio spaziale individua i pianeti extrasolari grazie al sistema dei transiti (o occultazione). In sostanza, mira ad una stella e osserva se ci sono variazioni nella sua luminosità. Se quest’ultima cambia con regolarità, è molto probabile che un grande corpo celeste, come un pianeta, possa orbitare intorno alla stella stessa. Dal suo lancio in orbita nel 2009 Kepler ha individuato più di mille esopianeti.

kepler exoplanet mission

La vita nell’Universo rimane un mistero. Ma le simulazioni, le scoperte, le teorie, portano alla Scienza un tassello in più del puzzle di cui anche noi facciamo parte.


Per saperne di più: