Rosetta: incredibile scoperta, tracce di molecole fondamentali per la vita su 67P

Rosetta

Rosetta è una missione spaziale sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea e lanciata nel 2004. L’obiettivo della missione è, lo studio della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e la missione dell’Esa Rosetta, continuano a dare spettacolo e fornirci notizie molto interessanti. E’ di questi giorni infatti la conferma che nella chioma della cometa ci siano tracce di un aminoacido elementare.

ASI – Che le comete siano state le portatrici di vita nel nostro sistema solare è cosa riconosciuta e elementi che lo confermassero sono stati riscontrati in missioni passate, ma senza la certezza che la polvere cometaria non sia stata contaminata una volta volta giunta sul nostro pianeta, come nel caso della missione Stardust.

Ora grazie alla sonda dell’ESA Rosetta e al suo incontro con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, il dato appare certo. Tra gli ingredienti rilevati nella sua chioma compaiono l’amminoacido chiamato glicina, che si trova comunemente nelle proteine, e il fosforo, uno degli elementi chiave del DNA e delle membrane cellulari.

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Si tratta della prima rilevazione inequivocabile di glicina in una cometa“, dice Kathrin Altwegg, principal investigator dello strumento ROSINA che ha effettuato le misurazioni e autrice principale dello studio pubblicato su Science Advances. “Allo stesso tempo abbiamo rilevato anche la presenza di altre molecole organiche, che possono essere precursori della glicina, fornendo indizi sui modi in cui questo amminoacido può essersi formato“.

Le misure sono state effettuate prima che la cometa raggiungesse il suo punto di massimo avvicinamento al Sole, detto perielio, che è avvenuto nel mese di agosto del 2015. La prima rilevazione è stata ottenuta nell’ottobre 2014, mentre Rosetta si trovava a 10 km dalla cometa. L’occasione successiva si è presentata durante un sorvolo ravvicinato a marzo 2015, quando la sonda si trovava a 15-30 km dal nucleo cometario.

La glicina è l’unico amminoacido noto per essere in grado di formarsi senza acqua liquida, e il fatto che lo osserviamo insieme alle molecole precursori e la polvere suggerisce che si sia formata all’interno dei grani ghiacciati di polvere interstellare o dall’irradiazione del ghiaccio da parte di luce ultravioletta, per poi venire conservato per miliardi di anni nella cometa“, aggiunge Altwegg.

I nuovi risultati raccolti mostrano che le comete potrebbero comunque aver svolto un ruolo fondamentale nel manifestarsi della vita come noi la conosciamo. Gli amminoacidi sono composti organici contenenti carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto, e costituiscono la base per le proteine, quindi giocano un ruolo biologicamente fondamentale.

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C’è ancora molta incertezza per quanto riguarda la chimica che era presente sulla Terra primordiale, e c’è anche, ovviamente, un enorme gap evolutivo da colmare tra l’arrivo di questi ingredienti con gli impatti cometari e il presentarsi della vita“, dice Hervé Cottin, co-autore dello studio. “L’aspetto più importante è che le comete non hanno avuto modo di cambiare negli ultimi 4.5 miliardi di anni, e quindi ci forniscono un accesso diretto ad alcuni degli ingredienti che sono probabilmente finiti nella grande zuppa prebiotica che ha poi portato la vita sulla Terra“.

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Rosetta ci conferma – commenta il Presidente dell’ASI Roberto Battiston – che le comete sono dei messaggeri che vengono da molto lontano per raccontarci la complessità dell’universo.  Il ritrovamento della aminoacido glicina e del fosforo, elemento chiave del DNA, sulla cometa  67P/Churyumov-Gerasimenko, avalla la teoria che asteroidi e comete abbiano avuto un ruolo importante nel trasportare per l’Universo almeno una parte degli elementi alla base della vita.  Sono solo piccoli tasselli di una verità articolata.  Con i prossimi dati altri ne verranno. Ancora una volta la scelta fatta dall’Agenzia Spaziale Europea di andare a caccia di comete e di atterrarci sopra (un record europeo e anche italiano) si dimostra importante per i risultati scientifici che sta portando“. 

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