Dio esiste e vive a Bruxelles

Dio esiste e vive a Bruxelles

 

Dio esiste e vive a Bruxelles è un film che parla di Dio (Benoît Poelvoorde ) che vive con la moglie (Yolande Moreau) e la figlia Ea (Pili Groyne) in una casa senza entrata e uscita dove Dio non è la persona buona e misericordiosa che ci aspettiamo, ma al contrario è severo, manesco e prepotente. Lui lavora in uno studio dove vieta a tutti di entrare e fa accadere al mondo cose terribili come incidenti d’auto, o morti tremende.
Un giorno Ea per fare un dispetto al padre manda le date di morte a tutti, e poi blocca il computer e scappa in un passaggio segreto suggerito da Gesì (la statuina di Gesù) e arriva sulla Terra per scrivere “Il nuovo testamento 2.0” e, insieme ad un senzatetto di nome Victor (Marco Lorenzini), va da varie persone, come Aurelie (Laura Verliden) che alla fine si innamora dell’ “assassino” (François Demiens). Anche Ea infine si innamorerà di di Willi (Romain Gelin), un bambino che vive i suoi ultimi giorni prima della morte imminente.
Intanto Dio è uscito dal passaggio segreto e sta cercando la figlia per fargliela pagare, e subisce le disgrazie che di solito lui infligge agli altri: come quando fai la fila e quella accanto a te si muove più velocemente, oppure la tipica situazione in cui il telefono squillerà proprio quando entri nella vasca da bagno… E poi la moglie di Dio prende il controllo del computer e cambia tutto, ed Ea… ma non ve lo dico come continua, non vorrei rovinarvi la sorpresa!
Comunque a me è piaciuto molto, gli attori recitavano bene e facevano molto ridere. Il regista Jaco Van Dormael secondo me ha voluto creare una satira su Dio per darci un messaggio soltanto: ci si deve godere la vita, anno per anno, mese per mese, settimana per settimana, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto e secondo per secondo.

Lorenzo Serafini
Classe 2D – Scuola Secondaria di 1° grado “Pieraccini” di Firenze

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