Grazie a Moon Express sulla luna nel 2017: al via i viaggi privati nello spazio

Moon Express sulla luna nel 2017

Grazie a Moon Express sulla luna nel 2017: al via i viaggi privati nello spazio – Quali sono gli “ingredienti” per il ritorno sulla Luna? Una startup, Moon Express; un premio, il Google Lunar XPrize; un lander, MX-1; un ente governativo, la Federal Aviation Administration statunitense (Faa); Dr. Bob Richards – co-fondatore e CEO, Naveen Jain – miliardario indiano, co-fondatore e presidente e Dr. Barney Pell – co-fondatore e vice presidente.

La società ha vinto la prima gara per la nuova corsa alla Luna e sembra essere anche favorita nel Lunar X Prize promosso da Google: 20 milioni di dollari saranno dati alla prima azienda che riuscirà a far allunare un robot e farlo passeggiare per almeno 500 metri sul suolo lunare rimandando indietro video e foto in alta definizione.

Abbiamo scelto di andare sulla Luna non perché è facile, ma perché è un ottimo affare. Tutto ciò per cui lottiamo qui sulla Terra che siano terre, acqua o energia è disponibile in abbondanza nello spazio“, ha dichiarato Naveen Jain, presidente della startup, citando direttamente il presidente John F. Kennedy e il suo celebre discorso pronunciato nel 1962.

Sulla Luna con Moon Express

Sulla Luna con Moon Express

Il caso vuole che l’approvazione della Faa annunciata ieri, sia arrivata lo scorso 20 luglio, anniversario del primo allunaggio.

Infatti Moon Express ha avuto il via libera dalle autorità americane a lavorare con la NASA per la prima missione privata sulla Luna che dovrebbe avvenire nel 2017.

Moon Express: la missione

La missione prevede l’atterraggio sul suolo lunare di un modulo robotizzato, non più grande di una valigia, in grado di atterrare dolcemente sul nostro satellite e di spostarsi, tramite “balzi controllati”, sulla superficie. Il programma Moon Express prevede tre missioni lunari dal 2017 al 2020.

Sulla Luna con Moon Express

I fondatori di moon Express. Naveen Jain – Bob Richards – Barney Pell

L’approvazione del governo americano rappresenta un nuovo passo verso il futuro del settore aerospaziale e l’apertura verso le società private. “Ci sono moltissime cose nei trattati di cui stiamo testando solo oggi i limiti“, ha dichiarato al New York Times, Henry R. Hertzfeld, professore alla George Washington University a Washington, facendo riferimento a un trattato scritto 49 anni fa, quando Stati Uniti e Unione sovietica combattevano per il primato nello spazio. “Per questo” continua Hertzfeld, “stiamo cercando di ridefinirlo in modo che incoraggi le iniziative private e gli investimenti privati senza tuttavia violare nessun accordo internazionale“, ha detto il professore.

Moon Express e il Google Lunar XPrize

La società ha sede a Palo Alto ed ha a questo punto buone possibilità per aggiudicarsi il Google Lunar XPrize, un premio da 20 milioni di dollari che la compagnia di Mountain View ha messo in palio per la prima società che riuscirà a mandare sistemi automatici sul nostro satellite. Moon Express è anche parte del programma della Nasa Innovative Lunar Demonstrations Data, finalizzato a dimostrare che è possibile realizzare missioni che raggiungano il nostro satellite, utilizzando robot e a dei costi non proibitivi, e poche settimane fa ha raggiunto un accordo con il 45mo stormo dell’aeronautica statunitense per poter utilizzare, per il lancio delle proprie missioni, i complessi di lancio 17 e 18 a Cape Canaveral.

Tuttavia, l’ente regolatore statunitense chiarisce anche che la sua determinazione vale per il singolo caso e che non tutte le missioni spaziali non tradizionali, comprese quelle di Moon Express, si prestano a una stessa valutazione, in assenza di un quadro normativo specifico e nel rispetto delle obbligazioni poste, agli Usa, dall’Outer Space Treaty.

Non che non esistano compagnie commerciali che operino nel segmento spaziale, ma nel caso di Moon Express si autorizza una compagnia commerciale ad allontanarsi dal nostro pianeta per atterrare sulla Luna.