attualita

Caporalato fenomeno inaccettabile, arriva la legge

Caporalato leggeROMA – “Un risultato storico, una bella pagina di civiltà e di giustizia, un colpo deciso all’illegalità e al sopruso, un riconoscimento dei diritti dei più deboli”. Commenta cosi’ Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l’approvazione definitiva, alla Camera, della legge contro il caporalato.

Caporalato, impegno comune per la legalità e la dignità del lavoro

“Con questa legge, frutto di un positivo impegno comune di Governo e Parlamento – sottolinea Poletti – diamo finalmente una risposta forte ad un fenomeno inaccettabile per un paese civile, difendendo i diritti di migliaia di lavoratori costretti a subire un brutale sfruttamento”. “Gli strumenti che vengono attivati – aggiunge il Ministro – dal rafforzamento delle procedure di contrasto sul piano civile e penale, dalla confisca dei patrimoni all’intensificazione dei controlli, ci mettono in condizione di condurre in modo più efficace la battaglia contro chi adotta comportamenti illegali, ledendo i diritti di chi lavora e facendo concorrenza sleale alle aziende regolari”. “Per sconfiggere il caporalato c’è ancora della strada da fare – conclude Poletti – ma con questa legge abbiamo preso la direzione giusta per continuare ad assicurare, giorno per giorno, un impegno comune per la legalità e la dignità del lavoro”.

Caporalato, tutelati 100 milioni di bambini sfruttati

“Con la legge sul caporalato l’Italia si pone all’avanguardia nella tutela del lavoro nei campi che va estesa anche ai prodotti importati che sono ottenuti anche dallo sfruttamento del lavoro minorile che riguarda 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO)”. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della approvazione definitiva della legge sul caporalato. Occorre ora, affermano dall’Associazione, garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. “Se i prodotti agroalimentari italiani sono ora garantiti, dalle rose alle banane, dallo zucchero di canna all’olio di palma, dal cacao al caffè fino ai gelsomini sono molti i prodotti importati sui quali – sottolinea la Coldiretti – pesa addirittura l’ombra dello sfruttamento minorile”.

Lavoro minorile, occhio non vede…

“Un fenomeno diffuso nel tempo della globalizzazione dei mercati che – continua la Coldiretti – si fa paradossalmente finta di non vedere solo perché avviene in Paesi lontani e che viene spessoCaporalato legge addirittura incentivato da accordi europei agevolati per l’importazione di prodotti alimentari, dal riso del Myanmar all’olio dalla Tunisia fino alle trattative in corso, anche per i prodotti frutticoli, con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) dove non ci sono le stesse norme di tutela dei lavoro vigenti in Italia”. “Alla globalizzazione dei mercati deve far seguito quella delle regole a sostegno di un commercio equo e solidale che valorizzi i prodotti di quei territori che si impegnano a tutelare il lavoro, ma anche a rispettare l’ambiente e la salute” ha concluso il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo nel sottolineare che ci vuole “una responsabilizzazione della filiera ed un impegno concreto delle Istituzioni”.

Caporalato, Caritas passo utile per cultura della legalità

Caritas italiana impegnata sul territorio italiano con il Progetto Presidio, che ha fatto finora emergere dallo sfruttamento oltre 3.900 lavoratori migranti, plaude oggi al testo della nuova legge contro il caporalato. Questa norma, come ha scritto Caritas in una nota, “ci rafforza nella lotta alla piaga dello sfruttamento lavorativo che colpisce indistintamente italiani e stranieri. È un ulteriore passo verso una cultura della legalità che sempre più dovrà interessare la lunga filiera del lavoro agricolo a partire dal datore di lavoro per arrivare alla grande distribuzione”. Tra le varie misure previste da questa legge, “l’allargamento del reato anche attraverso l’eliminazione della violenza come elemento necessario e’ un altro aspetto che riteniamo molto importante e sul quale avevamo chiesto di intervenire in piu’ occasioni”, come ha osservato in conclusione l’organizzazione.