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Gioca in chiesa a Pokémon GO e finisce in carcere. Ora rischia 5 anni

pokemon go in chiesaROMA – Uno YouTuber russo rischia fino a cinque anni di prigione per aver giocato a Pokémon GO in una chiesa.
Ruslan Sokolovsky è stato arrestato ai sensi dell’articolo 282 del codice penale russo, che vieta “incitamento all’odio o inimicizia, così come l’abbassamento della dignità umana”.
Il giovane 21enne di Yekaterinburg, negli Urali, è stato preso in custodia dalle autorità con l’accusa di incitamento all’odio.
Sokolovsky ha presentato ricorso ma per lui si sono aperte le porte del carcere.
Il giudice ha deciso di revocare gi arresti domiciliari perché il 22enne ha violato la misura detentiva ricevendo in casa la visita di una persona non autorizzata.

Rischia 5 anni di carcere per aver giocato a Pokémon GO in chiesa

Negli scorsi mesi, la Russia ha stabilito che l’uso di smartphone nelle chiese per catturare Pokémon sarebbe stato punito penalmente, in quanto atto che viola la libertà di culto.
La pena può comportare una multa fino a 500.000 rubli o fino a tre anni di carcere.

Sokolovsk, che conta sul suo account YouTube più di 300 mila iscritti, ha deciso di entrare lo stesso in una chiesa e giocare a Pokémon GO per ribellarsi a quanto stabilito.
Il giovane youtuber si è quisndi filmato e ha postato il video online.

Nel video, che ha causato il suo arresto, Sokolovsk si trovava di fronte alla Chiesa di Tutti i Santi e ha espresso dubbi sul fatto che sarebbe stato arrestato.
“Questa è una totale assurdità … Chi potrebbe sentirsi offeso se vai in giro con il tuo smartphone in una chiesa?”

La celebre cattedrale è stata costruita sul sito della Casa Ipat’ev – il luogo in cui l’ultimo zar di Russia e la sua famiglia, i Romanov, sono stati uccisi nei primi anni del 20° secolo.

Il video è stato visto da 1 milione di persone, così come dalle autorità che si sono mosse per arrestare il giovane.

La reazione

La notizia della detenzione di Sokolovsky ha scatenato numerose reazioni.

Il portavoce russo della chiesa ortodossa Vladimir Legoyda, ha scritto sulla sua pagina Facebook che Sokolovsky è un “noto giovane blogger che lavora nello stile di Charlie Hebdo”, aggiungendo che non era stato arrestato per la cattura di Pokémon.

Yevgeny Roizman, il sindaco di Yekaterinburg, ha detto che l’arresto era una “vergogna”: “Non si può arrestare un uomo per idiozia”.

Su Twitter è nato l’hashtag #FreeSokolvsky: tra i suoi sostenitori anche le Pussy Riot.