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Istat, Italiani di nuovo soddisfatti delle loro condizioni di vita

Italiani di nuovo soddisfatti delle loro condizioni di vitaROMA –  Non accadeva da cinque anni. Gli italiani ritornano ad essere positivi per il futuro.

Secondo le ultime indagini dell’Istat sono migliorate le stime relative al giudizio delle famiglie sulla soddisfazione per le loro condizioni di vita. Una soddisfazione che è crollata tra il 2011 e il 2012 e non più tornata. Almeno fino ad oggi.


Italiani di nuovo soddisfatti delle loro condizioni di vita. Aumenta l’ottimismo per il lavoro e tra i giovani

Rispetto al 2015, migliorano, infatti, i dati campionari sulla percezione della situazione economica di famiglie e individui. Stabile è la soddisfazione per gli aspetti relazionali tra cui famiglia e amici, la salute e il tempo libero. In lieve aumento anche la soddisfazione degli occupati per il lavoro. Un dato che sorprende ma che, nel corso dell’anno, ha toccato sempre più italiani.

Notevole, secondo l’istituto di ricerca, è l’incremento della quota di persone di 14 anni e più che esprimono un’alta soddisfazione per la propria vita nel complesso. Si passa dal 35,1% del 2015 al 41% del 2016.

Un dato che può sorprendere dato che la soddisfazione per la propria vita diminuisce all’aumentare dell’età. Non si rilevano, invece, nei livelli di soddisfazione significative differenze di genere. “L’ottimismo per il futuro – ha sottolineato Linda Laura Sabbatini, che dirige il dipartimento per le Politiche Sociali dell’Istat – cresce soprattutto per il segmento giovanile, nonostante siano proprio i giovani in soggetti più colpiti dalla crisi”.

Italiani di nuovo soddisfatti delle loro condizioni di vita. Disappunto per traffico, parcheggio e mezzi pubblici

Al contrario, invece, sono in aumento le segnalazioni di problemi come la presenza di sporcizia nelle strade e le difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici, indicato come molto presente da una quota crescente di famiglie. Nelle regioni del Centro e nel Mezzogiorno il problema criminalità appare il più sentito, oltre al traffico e alle difficoltà di parcheggio. Al Nord il primo pensiero è invece l’inquinamento dell’aria.