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Reunion per gli Nsync. Lance Bass incuriosisce i fan

reunion per gli nsyncROMA – Potrebbe non durare ancora per molto il “Bye bye bye” dato nel 2002. È, infatti, nei piani una reunion per gli Nsync. La band, che quest’anno festeggia i 20 anni della loro formazione, tornerà insieme per qualcosa di ancora molto misterioso. A incuriosire i fan è Lance Bass, uno dei membri più amati del gruppo.

“Stiamo organizzando qualcosa di speciale”, ha rivelato l’artista a ET Online, “Non so se posso ancora rivelarlo”. Sorprese a parte, qualcosa di certo c’è già.

Il gruppo capitanato da Justin Timberlake, tanto per cominciare, tornerà a Natale con un’edizione in vinile del loro album di Natale, “Home For Christmas”. Durante quel periodo la boyband riceverà anche una stella sulla Walk of Fame. Un evento a cui saranno presenti tutti e cinque i componenti: Justin Timberlake, Lance Bass, JC Chasez, Joey Fatone e Chris Kirkpatrick. Ancora sconosciuta la data in cui avverrà il riconoscimento stellare perché “siamo cinque ragazzi ed è difficile prendere una decisione insieme”, ammette Bass. “Siamo pessimi nel programmare le cose”, aggiunge. I cinque ragazzi, però, sono ancora molto vicini: “Parliamo quotidianamente”.

L’ultima volta che gli Nsync sono saliti su un palco insieme risale al 2013. I cinque si esibirono per un breve medley in occasione della premiazione di Timberlake con il Video Vanguard Award, il riconoscimento alla carriera.

Reunion per gli Nsync. Perché Justin Timberlake ha abbandonato la boybandreunion per gli nsync

Il dubbio, mai risolto ma di cui tutti conosciamo la soluzione, riguarderà sempre il perché Justin Timberlake decise di lasciare la boyband. A dare una risposta è stato lo stesso Justin in un’intervista a The Hollywood Reporter.

“Eravamo nel bel mezzo di un tour negli stadi e mi sono semplicemente reso conto che la cosa era troppo grande per me”, ha raccontato Justin ricordando il momento in cui ha iniziato a capire che era meglio andare oltre.

“Quella che era iniziata come una lotta a palle di neve stava diventando una valanga. E soprattutto, ormai la cosa mi stava stretta”.

Poi la confessione: “Sentivo come se mi fregasse di più della musica che di alcuni membri del gruppo. Volevo fare un altro tipo di musica, seguire il mio cuore”. E così è stato.