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Champions League. Napoli, non riesce l’impresa: doppio Ramos, ai quarti il Real

champions leagueROMA – Ce l’ha messa tutta, il Napoli, ma l’impresa non riesce. La Casa Blanca, soffre, si piega ma non si spezza, anzi: alla fine della fiera i gol sono tre e tutti nel sacco di Pepe Reina. Stadio San Paolo, Napoli, Italia: sessantacinquemila a tifare azzurro, ma il visto sul passaporto lo mettono i madridisti. Li accompagna fuori dalla bolgia del catino napoletano, il capitano con la C maiuscola, quel Sergio Ramos sempre fondamentale nei momenti fondamentali del Madrid. Sarri, che voleva far girare i beneamati attributi ai bianchi di Spagna, non può rimproverarsi nulla, o quasi. Uscire contro una più che plausibile finalista non è roba di poco conto; a lui il compito, a breve, di far si che queste serate diventino normalità per una squadra, una città, indiscutibilmente già da Champions. Ecco il nostro riassunto.

I SOGNI SON DESIDERI

Dura fino al 6’ della ripresa, il sogno del Napoli. Allo scoccare del trecentosessantesimo secondo della ripresa, Sergio Ramos decide che è giunta l’ora di mostrare i muscoli e di rimettere le cose a posto. Ecco il pareggio che ammutolisce il San Paolo. Napoli in vantaggio al 24’ con Mertens, e subito l’aria sul San Paolo s’era fatta come sospesa. Con il goal del folletto belga, le speranze di poter, prima o poi, piazzare il colpo del k.o., aumentavano col passare dei minuti. Al 37’ sembrava fatta, ma il palo dice di no allo scatenato “piccoletto” belga. E quando chiudi la prima frazione davanti al Madrid, quasi che cominci a crederci.

EL CAPITAN

Detto della prima incornata del “Capitan”, che spariglia l’incontro e getta nello sconforto stadio e città, è il 12’ il momento in cui il Real si prende il visto europeo lasciando a Sarri e compagni l’amaro calice dell’eliminazione. Ancora di testa, ancora Sergio Ramos a battere Pepe Reina. La gara dei partenopei termina li, nonostante qualche velleità portata avanti da Koulibaly su calcio d’angolo. Ronaldo prova a sbloccarsi in Champions ma senza successo, il Napoli ammira il talentino Rog che non si da per vinto: la partita non ha più storia. Nobile il tentativo di non perdere, impossibile pensare a qualsivoglia ribaltone. C’è ancora un occhio di bue disponibile, ed è per Alvaro Morata (e se una squadra può contare sull’ex juventino come riserva, le chiacchiere stanno a zero) che porta a tre le marcature madridiste e, al 46’, chiude definitivamente l’incontro. Sogno finito, ma che non si faccia una tragedia. Tutta l’amarezza accumulata, Sarri la usi come benzina per il campionato. La Roma, seconda, è a soli due punti e da un po’ appare in riserva. Un peccato non approfittarne.