'Noi e le donne', un'app per chiedere aiuto

‘Noi e le donne’, un’app per chiedere aiuto

Roma – Un’app per chiedere aiuto in caso di necessita’. Si chiama “Noi e le donne” ed e’ stata realizzata dall’istituto comprensivo Bellini di Novara. Il progetto – tra i vincitori del bando promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri dedicato a iniziative per il contrasto alla violenza di genere – e’ stato presentato oggi nel corso di un evento nella sala della Lupa a Palazzo Montecitorio.

Presenti insieme agli studenti delle scuole di Novara e di Roma Maria Elena Boschi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, la deputata Valentina Vezzali, la senatrice Elena Ferrara, Giuseppe Pierro del ministero dell’Istruzione e Gabriella Colla, referente dell’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte (ambito territoriale di Novara).

L’applicazione, disponibile per Android e Ios, e’ uno strumento dedicato alle donne che possono, registrandosi, inserire un numero amico, un numero di soccorso e un indirizzo mail a cui viene inviato un messaggio preimpostato in caso di necessita’. In presenza di un pericolo dunque bastera’ cliccare sul bottone “numero amico” o “numero di soccorso” e l’app chiamera’ i contatti selezionati. Inoltre e’ possibile realizzare un vero e proprio diario dove segnalare eventuali abusi o violenze subite per tenere traccia e avere maggiore consapevolezza di quello che sta succedendo. Dall’applicazione e’ possibile geolocalizzare i centri antiviolenza piu’ vicini e consultare le leggi in materia.

Ad aprire l’incontro Valentina Vezzali, sportiva di fama mondiale e oggi onorevole, che ha ricordato quanto la scuola, la famiglia e il mondo dello sport concorrano a formare generazioni consapevoli e responsabili. All’agenzia Dire ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa che partono dal basso: “Le idee ci sono, quello che mi auguro e’ che questi sforzi vengano messi in rete per rispondere alle esigenze e sensibilizzare i giovani all’educazione al rispetto”.

Maria Elena Boschi ha poi ricordato nel suo intervento l’impegno della Presidenza del Consiglio dei ministri nell’incentivare le scuole a realizzare progetti e azioni per il contrasto alla violenza di genere. Al bando promosso lo scorso anno, hanno partecipato oltre 500 scuole e 90 progetti sono stati selezionati e finanziati. “Il contrasto della violenza parte dalla formazione, fin da piccoli- ha detto Boschi- perche’ l’importante e’ cominciare bene per portarsi dentro, nel proprio Dna, un’idea di rispetto e parita’ di diritti che poi crescendo diventa scontata. Non possiamo limitarci al prezioso intervento delle forze dell’ordine e della magistratura ma dobbiamo lavorare sulla prevenzione e sul cambiamento culturale: se vogliamo sconfiggere la violenza sulla donna dobbiamo cominciare da voi ragazzi, dovete darci una mano perche’ sarete voi gli adulti di domani”.

E il lavoro parte dalla consapevolezza che bisogna iniziare dalla quotidianita’ e dalle piccole cose per avviare il cambiamento: “Ragazze sentitevi libere di volervi bene, decidete voi come vestirvi, se con la scusa della gelosia accettiamo che qualcuno ci dica cosa fare o non fare, accettiamo che gli altri ci pongano dei limiti”, ha proseguito Boschi. E ai ragazzi ha detto: “Se una ragazza dice un no questo fa parte dell’esperienza della vita, non e’ un affronto insuperabile”. Gabriella Colla, referente dell’ ufficio scolatico per il Piemonte – ambito territoriale di Novara, ha ricordato che la scelta dell’applicazione e’ nata dalla volonta’ di “far riflettere su come ci poniamo di fronte alle donne attraverso uno strumento vicino alle nuove generazioni”.

A chiudere l’incontro Andrea Crema, rappresentante della consulta degli studenti di Novara: “Mi sento di dire di unirci tutti insieme e impegnarci per raggiungere pari opportunita’ e pari diritti per gli uomini e per le donne”.

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