La mostra che non ti aspetti: gli scatti di Andrea Agostini per Another Place

La mostra che non ti aspetti: gli scatti di Andrea Agostini per Another Place

"Universalismo e differenze / Universalism and differences" è la personale fotografica che trova spazio nel salone ContestaRockHair di Testaccio a Roma

Roma – Che quello dell’hairstylist sia un mestiere creativo è ormai, negli anni Duemila, un fatto assodato, ma che un salone diventi contenitore di arte e cultura non lo è certamente: in Italia poi è pura avanguardia. Ad andare in questa direzione, per il secondo anno consecutivo, ci pensa ContestaRockHair, brand internazionale che da Roma e Firenze è volato fino a New York, Miami e Shangai.

Dopo il successo della scorsa stagione torna anche quest’anno Another Place, rassegna dedicata all’approfondimento artistico, attraverso mostre, incontri e happening musicali all’interno dei saloni “Contesta” nel mondo. Da oggi infatti lo spazio di Testaccio, a Roma, ospita “Universalismo e differenze/ Universalism and differences”, una personale di Andrea Agostini che, attraverso le sue fotografie, riflette sulla condizione dei migranti e sulla creazione di una cittadinanza globale.

E anche la scelta dei temi proposti dal gruppo prende in contropiede portando, appunto, in “un posto diverso”. Troppo facile pensare a icone della moda o a ritratti “rock” e underground, i veri protagonisti di Another Place sono stati finora reportage.

 La mostra fotografica di Andrea Agostini è una testimonianza umana sulla situazione dei migranti che transitano negli spazi del Baobab della Capitale, in attesa di raggiungere altre mete in Europa. Un invito a riflettere sulla creazione di barriere (reali e/o culturali) che si sono create tra cittadini e migranti. Una riflessione, scatto dopo scatto, su un punto importante: ovvero l’apprendimento del concetto che le culture sono il risultato del dialogo tra soggetti e universi culturali diversi.

«Dinnanzi alle inquietudini, le paure e i conflitti violenti che accompagnano le migrazioni – suggerisce la curatrice Simona Santopaolo –, l’arte dimostra quanto i concetti di confine, identità, nazione, lingua, cultura, religione, siano destinati a continue dislocazioni spazio-temporali».

Quello di Agostini è a tutti gli effetti un approfondimento che parte da una realtà locale, da una narrazione visiva territoriale, allargandosi a una globale. Esattamente ciò che ContestaRockHair si propone con questo progetto: partire dalla valorizzazione di talenti artistici locali per ampliare la visuale a livello artistico internazionale, con tematiche universali narrate all’interno di spazi espositivi disseminati nei vari continenti. Esaltando così la polivalente funzione degli spazi del brand internazionale, nati proprio per accogliere e far dialogare artisti e culture diverse, coinvolgendo la dimensione ambientale e quella temporale in uno stretto rapporto tra attività artistica, realtàe vita.

Universalismo e differenze/ Universalism and differences – ContestaRockHair Piazza Santa Maria Liberatrice fino al 10 dicembre 2018.