Trauma e violenza, conclusa la formazione al Pertini di Trapani

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TRAPANI – “Ci siamo proposti di dare ai ragazzi la possibilità di fare esperienza di quelli che sono spesso dei concetti astratti. L’accettazione, la costruzione del rispetto, il senso della cittadinanza nascono dalla possibilità di riconoscere la persona in tutte le sue caratteristiche e peculiarità affrontando anche quelle che sono le fragilità degli esseri umani e dando gli strumenti, soprattutto ai ragazzi, per poter superare queste loro difficoltà di cammino”.

Sono le parole di Maria Laura Lombardo, dirigente dell’istituto ‘Eugenio Pertini’ di Trapani, fra le dieci scuole che hanno aderito al progetto pilota per il monitoraggio e la prevenzione del fenomeno della violenza. Il progetto- promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato dalla Societa’ Italiana di pediatria (SIP), in collaborazione con l’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO)- è rivolto agli alunni e alle alunne delle classi seconde. Un percorso di formazione è stato rivolto ai docenti ed è stato curato dalla dottoressa Rosa Ingrassia.

Focalizzato sul fenomeno delle nuove forme di tratta degli esseri umani, il percorso di formazione si è svolto, in tre incontri, nel mese di febbraio. Come spiegato dalla dirigente scolastica Maria Laura Lombardo “l’istituto Pertini ha deciso di aderire al progetto, insieme ad altre scuole della Regione Sicilia, al fine di sensibilizzare le nuove generazioni verso questa problematica, in tutte le sue sfaccettature, in linea con il piano dell’offerta formativa dell’istituto ‘la cittadinanza attiva, una sfida consapevole’. Quindi il progetto di formazione ha visto una buona parte degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado, della scuola primaria e dell’infanzia, seguire i percorsi condotti dalla dottoressa Ingrassia, sul concetto di violenza, di abuso e di trauma, sperando di sperimentare insieme la possibilità di riconoscere paure, fragilitò e debolezze e trasformarle in strumenti di riconoscimento per la costruzione di percorsi formativi efficaci”.

“Il tema di questo progetto è la tratta, come fenomeno sociale e collettivo- ha spiegato la dottoressa Ingrassia- ma anche come fenomeno culturale che porta spesso e volentieri al disconoscimento dell’altro. L’altro non necessariamente deve essere il migrante, poichè spesso nella nostra mente il migrante diventa lo stereotipo che è oggetto di tratta. Ma l’altro da noi, che può essere il nostro compagno di banco o un alunno che abbiamo in classe. Proprio per questo motivo investe tanto la formazione dei docenti, quanto la formazione degli studenti. Le tematiche correlate al fenomeno della tratta sono le tematiche del trauma, dell’abuso e della violenza. L’obiettivo che vogliamo perseguire è quello di poter lavorare sulla qualità della relazione tanto all’interno della relazione insegnamento-apprendimento, quanto nella relazione sociale in cui il riconoscimento di se stesso e il riconoscimento dell’altro diventa l’elemento prioritario per un cambiamento culturale per promuovere la pace, elemento prioritario dell’essere nel mondo”. 

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