Il riff di Mengoni, Sofia Viscardi ospite del secondo episodio

Il riff di Mengoni, Sofia Viscardi ospite del secondo episodio

L'intervista tra social network, serie TV e riflessioni sul futuro delle nuove generazioni
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ROMA – Esce oggi sulle principali piattaforme di streaming e podcast la seconda puntata della serie “Il riff di Marco Mengoni”, una chiacchierata a cadenza quindicinale, con personaggi appartenenti ai mondi più svariati, che ruota attorno a un elemento ricorrente nelle vite di ciascuno, esattamente come il riff ritorna e diventa il segno distintivo in una canzone.

Dopo il debutto con Beppe Sala, Marco ha intervistato la giovanissima youtuber e scrittrice milanese Sofia Viscardi, che racconta il percorso iniziato a 15 anni che l’ha portata ad affermarsi come punto di riferimento dei giovanissimi.

IL POADCAST

Tra social network, serie TV e riflessioni sul futuro delle nuove generazioni Sofia rivela che il suo riff è la sua famiglia, da lei stessa ironicamente definita “disgraziatamente funzionale”, raccontando di quanto il suo rapporto con mamma, papà e i due fratelli più piccoli l’abbia formata sia dal punto di vista emotivo che da quello professionale, e di quanto questa sia presente anche nei momenti più difficili.

Se c’è qualcosa che mi spaventa del futuro è l’idea di fermarmi e di farmi risucchiare da una routine. Smettere di evolvere, lasciarmi sopraffare dalla comfort-zone. Sono una persona che ha sempre bisogno di stimoli nuovi, e li trovo in ciò che faccio ora. Non ho idea di dove sarò tra 10 anni, la sola cosa che vedo nella Sofia del futuro è che sarà mamma, ma per il resto spero solo di non fermarmi mai”.

Sofia racconta quello che tutti i giorni impara grazie alla sua attività, e rivela che l’insegnamento più grande l’ha ricevuto da Roberto Saviano:

In questo mio folle percorso online ad un certo punto ho avuto l’occasione di incontrare Roberto Saviano, che mi ha detto delle parole che mi hanno dato grande motivazione quando ho dovuto affrontare gli haters. Mi ha detto che avere qualcuno che ci contesta è una vittoria, perché significa che si è usciti dalla propria zona di comfort e si è arrivati a tutti, mentre ricevere sempre e solo consensi significa rimanere all’interno di una cerchia protetta di persone che saranno d’accordo con te qualsiasi cosa tu dica, e così non si evolve mai”.

Anche nell’appuntamento con Sofia, come in quello con Beppe Sala, non è mancato un confronto sul tema dell’emergenza ambientale. Sofia racconta l’approccio dei suoi coetanei e dei più giovani, portando l’esempio della sorellina di 14 anni:

“Si è creata una vera e propria coscienza collettiva sul fatto che esiste un problema gigantesco, ed essere tutti uniti per cercare di capire come risolverlo è bellissimo. Questa presa di coscienza sulle generazioni più giovani funziona in modo impressionante: se mia sorella mi vede con una bottiglietta di plastica mi sgrida, e ha ragione. Io alla sua età non avevo questa consapevolezza. Sentivo molto lontano da me tutto ciò che aveva implicazioni nella politica, e non ho mai creduto in una causa così come loro credono in questa. Loro si sentono coinvolti, responsabili, forse proprio perché il paladino di questo movimento è Greta Thumberg, ed è davvero positivo che sentano di avere un ruolo così attivo”.

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