Adolescenti al tempo del Covid, a Vasto un convegno per parlarne

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VASTO (CHIETI) – Un’occasione per riflettere a più voci sul rientro a scuola affrontando sia gli aspetti più pratici, sia le difficoltà emotive che bambini e ragazzi potranno trovarsi ad affrontare. Si è svolto ieri pomeriggio, nell’auditorium dell’Istituto ‘Madonna dell’Asilo’ di Vasto, l’incontro sulla riapertura delle scuole organizzato dal Lions Club Vasto Host, che ha riunito docenti e dirigenti degli istituti del comprensorio, il sindaco di Vasto Francesco Menna e l’assessore all’Istruzione Anna Bosco.
Dopo l’introduzione della presidente del Lions Club di Vasto, Silvana Di Santo, la dirigente del polo liceale ‘Raffaele Mattioli’, Maria Grazia Angelini, ha detto che il primo giorno di scuola è stata una prova anche per i docenti.

“Ci siamo preparati tanto in vista di questa giornata, abbiamo fatto riunioni e incontri, abbiamo ricevuto indicazioni, poi modifiche, variazioni e integrazioni e finalmente oggi abbiamo rivisto i ragazzi, con il loro carico di speranze ed aspettative”, ha commentato.

Tra gli ospiti anche Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, che ha sottolineato l’importanza di supportare i docenti per trasmettere serenità ed entusiasmo ai ragazzi. In seguito alla chiusura delle scuole, l’istituto ha aperto due portali di sostegno: ‘Lontani ma vicini‘, uno spazio di ascolto e di supporto rivolto a studenti, docenti e genitori; e ‘IdO con voi‘, con un’equipe di esperti dedicati a famiglie di studenti con disabilità o bisogni terapeutici/educativi speciali.

“Abbiamo ricevuto e gestito migliaia di richieste, tuttora riceviamo una mole enorme di contatti al giorno, segno che c’è tanto bisogno di ascolto e supporto”, ha aggiunto Castelbianco. Ma è sbagliato anche rimpiangere la scuola pre-Covid, “perché c’erano tanti problemi irrisolti, tra cui la violenza e il bullismo”.

Secondo una ricerca condotta dall’Ido, oggi il 34% dei ragazzi teme di subire comportamenti aggressivi a scuola, e l’esperienza Covid ha amplificato la ‘sindrome della capanna’: giovani che non vogliono uscire di casa.

“È più che mai necessario recuperare un rapporto con i ragazzi per far sì che nel momento in cui hanno un problema lo raccontino in famiglia- ha aggiunto- questa pandemia ci permette di ripensare la scuola e di ripensare il rapporto con i figli: tutte le attenzioni per il Covid vorrei che si rivolgessero ai figli in termini di presenza”, ha concluso l’esperto.

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