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La dieta della fertilità

coppia che mangiaNoi siamo quel che mangiamo e un’alimentazione corretta può favorire il benessere dell’organismo e l’efficienza riproduttiva delle donne in età fertile. In linea generale una dieta sana deve essere ricca di frutta, verdura e cereali integrali, riducendo al minimo gli zuccheri raffinati, i grassi saturi e le proteine di origine animale. I prodotti lattiero-caseari devono essere assunti in piccole e medie quantità e, infine, non bisogna mai dimenticare di bere molto, perché i liquidi aiutano a mantenere buona l’idratazione corporea.

Se pensiamo al nostro fabbisogno calorico, il 50% dovrebbe essere soddisfatto da carboidrati complessi – come i cereali integrali tra cui il grano, l’orzo, il riso, il granturco, l’avena e la segale – e da proteine di origine vegetale – come i legumi – o il pesce e i crostacei. La carne bianca va mangiata, ma con moderazione, perché aiuta ad evitare un abbassamento di ferro e il rischio di anemia, tipica nella fase del post-partum. Per eliminare poi il pregiudizio delle donne sul pesce, ottima fonte di acidi grassi omega-3, va chiarito che è giusto evitare quello ad alto contenuto di mercurio (tossico per il feto) e che comprende tonno bianco, squalo, pesce spada congelati e Marlin. I pesci a basso contenuto di mercurio sono invece: salmone, trote, eglefino, tilapia e conserve di tonno a pezzi (non tonno bianco). Un’altra fonte di omega-3 è rappresentata dai semi di lino, pane e yogurt.

In una dieta equilibrata non vanno dimenticate le fibre (piselli, broccoli, zucca), gli antiossidanti (mirtilli, cavolo rosso, peperoni), lo zinco, l’acido folico e le vitamine B. Sono in pochi, infatti, a sapere che lo zinco è il solo minerale in grado di incrementare i tassi di fertilità, importante anche per lo sviluppo cellulare del feto. La mancanza di questa sostanza può addirittura ridurre la produzione di uova sane prima del concepimento. Invece, l’acido folico stimola lo sviluppo di ormoni sessuali femminili e riduce il rischio di spina bifida nei neonati (ne sono ricche le arance e i limoni).

In sintesi, gli alimenti da evitare sono:

• Quelli che contengono grassi, zuccheri e sostanze chimiche, perché influenzano i livelli di glucosio nel sangue e l’equilibrio ormonale.
• Dovrebbe essere limitata anche la caffeina perché ostruisce i vasi sanguigni, riduce il flusso di sangue all’utero e complica l’ovulazione.
• Limitare i glucidi raffinati, come pane bianco, pasta e riso, che non apportano né ferro, né vitamine B. A questi è meglio preferire la segale e il grano intero.
• Anche la carne rossa andrebbe limitata a causa della presenza eccessiva di livelli di ammoniaca che inibisce la fecondazione delle uova nell’utero.
• Infine, non bere alcol: più di due bevande alcoliche a settimana possono aumentare i livelli di prolattina, l’ormone che regola la produzione di latte e riduce la probabilità di concepimento durante l’allattamento.


Fonte Ministero della Salute