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Al via ‘Brain at work Roma edition’, Arsial in prima linea

Roma – Workshop, costruzione di un curriculum, career coaching (consigli per la carriera), ma anche presentazioni aziendali e convegni tematici. E’ questa la XVIII edizione di ‘Brain at work Roma edition’, il career day ospitato al centro congressi Frentani il 16 e il 17 marzo. Uno dei piu’ attesi appuntamenti italiani di recruiting (reclutamento), talent acquisition (individuazione di un ‘talento’) and employer branding (promozione di un marchio) che permette ai partecipanti di incontrare i responsabili delle risorse umane delle principali aziende nazionali ed estere per consegnare loro il proprio curriculum.

Le presentazioni aziendali e le attivita’ di orientamento al lavoro faanno da cornice all’ampia area espositiva animata dagli stand aziendali delle imprese partecipanti, in cui si susseguono colloqui individuali con i responsabili delle Risorse umane per conoscere le opportunita’ piu’ in linea con il proprio profilo.

“Siamo arrivati alle diciottesima edizione di un evento nato all’interno dell’universita’ per mettere in contatto gli studenti laureati con il mondo del lavoro- ha raccontato, all’agenzia Dire, Pierpaolo Vicinanzo, responsabile Brain to work- Adesso questo evento si e’ trasformato in un vero e proprio festival in cui le piu’ grandi multinazionali e le eccellenze agroalimentari incontrano laureati e laureandi. Qui ci sono tantissime opportunita’ di lavoro, si passa dal responsabile marketing al responsabile comunicazione fino ad arrivare al chimico farmaceutico. Continuiamo a lavorare sempre con l’ottica di creare il piu’ alto numero di opportunita’ di contatto fra chi offre un posto di lavoro e chi lo cerca”. La giornata e’ stata inaugurata da un convegno di taglio economico-politico dal titolo ‘Le eccellenze agroalimentari del Lazio: prospettive e opportunita’ occupazionali’ che, in collaborazione con Arsial, l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio, e prendendo spunto da riflessioni inerenti il futuro della Politica agricola comune (Pac) dopo il 2020, si e’ focalizzato sul rapporto giovani laureati o laureandi e mondo dell’agricoltura. L’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, ha voluto sottolineare i motivi della presenza dell’Agenzia al career day: “Crediamo nella possibilita’ di incontro fra giovani che cercano lavoro e aziende agroalimentari produttrici o aziende che trasformano i prodotti agricoli. Il nostro assillo, come Regione, e’ il lavoro per le future generazioni, ed e’ proprio per questo che siamo qui”.

Al convegno i ragazzi hanno potuto ascoltare alcune storie di successo e di eccellenza del Lazio: il ‘Chinottissimo’ di Simone Neri della Pneri srl, e poi Valentina Pontetti, direttore marketing Ferrari Farm societa’ agricola srl, che ha evidenziato l’importanza di essere nel circuito Arsial: “Noi siamo figlie di Arsial- ha detto- e’ fondamentale per un’azienda come la nostra essere sotto l’ala protettiva di un’agenzia regionale come l’Arsial, perche’ non solo ha deciso di investire nella nostra azienda ma anche perche’ ci ha selezionato come un’eccellenza agroalimentare della nostra regione. Possiamo partecipare a fiere, abbiamo possibilita’ maggiori rispetto a quando andavamo da soli, anche solo a livello economico, ma anche di comunicazione, non avevamo le competenze e la forza per poter affrontare un percorso del genere”. In fondo per fare impresa e impresa d’eccellenza basta un’idea semplice, che guardi al futuro con le radici ben salde alla tradizione, un po’ come cio’ che ha fatto Stefano Callegari, ideatore di Trapizzino: “E’ un semplice triangolo di pizza bianca farcito con tutte le ricette della cucina romana”. Un’idea che ha avuto un successo mondiale, non e’ un caso che abbia aperto un Trapizzino anche a New York: “Stiamo cercando cuochi e ragazzi che possano stare dietro al bancone, ma deve essere qualcuno che sappia raccontare la romanita’”.

Il settore agroalimentare e’ uno dei piu’ rilevanti comparti produttivi che guidano il sistema economico laziale, un settore che assume una valenza ‘trasversale’ tra l’industria e l’agricoltura, caratterizzato da una fitta rete di micro imprese agricole fortemente integrate sul territorio, alcune posizionate su segmenti di mercato di nicchia e con produzioni di altissima qualita’. Inutile sottolineare quanto questo orientamento positivo sia importante per l’economia e, di conseguenza, per il mercato del lavoro, e parallelamente allo sviluppo del settore bio si e’ assistito anche alla nascita di nuove figure professionali e tecniche che operano nel food. Prendendo spunto da riflessioni inerenti il futuro della Politica agricola comune dopo il 2020, l’obiettivo che i lavori si pongono e’ quello di focalizzare l’impatto che le misure messe a punto nell’attuale Pac hanno sui giovani under 35, fra i quali si assiste ad un desiderio di ritorno all’agricoltura. L’idea e’ quella di un ricambio generazionale che costituisca un’occasione per aumentare la remunerativita’ e la competitivita’ del settore, attraverso la nascita di nuove imprese agricole e l’insediamento di ‘nuovi’ agricoltori.

“D’altronde era impensabile un ritorno all’agricoltura di un tempo perche’, soprattutto i giovani, hanno un’idea di agricoltura del nonno che si spezza la schiena nel campo, in parte limitato a livello di competenze e conoscenze. In realta’ l’agricoltura di oggi non e’ affatto cosi’- ha ricordato Pontetti- l’abbiamo visto noi per esempio con un impianto di coltivazione idroponica: in fondo non facciamo alcun tipo di operazione che possa essere ricondotta all’agricoltura tradizionale”.