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Da Regione 4 milioni per spin-off ricerca e startup innovative

Roma – Un bando da 4 milioni per incoraggiare la nascita di nuove realta’ imprenditoriali improntate sull’innovazione tecnologica e la ricerca. E’ l’avviso ‘Pre-seed’, che ha l’obiettivo di supportare la creazione e il consolidamento di startup innovative ad alta intensita’ di applicazione di conoscenza e le iniziative di spin-off della ricerca, presentato oggi agli Studios di Cinecitta’ di Roma dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e Attivita’ produttive, Guido Fabiani, e dal rettore dell’Universita’ di Tor Vergata, Giuseppe Novelli.

Con questa iniziativa la Regione Lazio sosterra’ le prime fasi di avviamento della creazione di startup innovative (il ‘pre-seed’ appunto) per aiutarle a consolidare la loro idea di business. Verra’ inoltre rafforzato il legame tra il mondo della ricerca e le imprese attraverso la promozione di spin-off. Beneficiarie del bando, tutte le startup innovative con sede operativa nel Lazio, costituite dopo il 20 aprile, data di pubblicazione dell’avviso. Le modalita’ dell’iniziativa sono pensate per promuovere l’intervento di operatori, come ad esempio i ‘business angels’, che hanno il compito di fornire alle startup innovative anche un sostegno operativo e non esclusivamente finanziario nella delicata fase del pre-seed. La dotazione complessiva del bando e’ di 4 milioni di euro (fondi Por-Fesr 2014-2020), un contributo a fondo perduto destinato a sostenere due tipologie di attivita’: le startup nate dagli spin-off della ricerca e le startup innovative ad alta intensita’ di conoscenza.

Le modalita’ di concessione ed erogazione dei contributi si differenziano a seconda della tipologia di attivita’ dei beneficiari. Per quel che riguarda le startup nate da spin-off della ricerca, il contributo va da 10mila a 100.000 euro e deve corrispondere al massimo alla somma del valore dell’apporto di tempo lavorativo fornito dai ‘soci innovatori’ nel primo anno e del valore dell’apporto di capitale. L’apporto di tempo lavorativo deve rappresentare almeno il 50% del totale degli apporti validi. La Regione intende cosi’ finanziare startup nelle quali sia chiara la presenza di almeno un ‘socio innovatore’ proveniente dal mondo della ricerca (pubblica o privata) e che ne valorizzino gli esiti dell’attivita’ di ricerca. Per le startup innovative ad alta intensita’ di conoscenza, il contributo e’ invece pari al massimo al 100% dell’apporto di capitale fornito dai soci, con un importo che va da 10mila a 30mila euro. In presenza di investitori terzi e indipendenti (investitori professionali, business angels, raccolta tramite equity crowdfunding) che apportino capitale in misura pari ad almeno 10mila euro, il contributo massimo concedibile e’ pari a 40mila. Gli investitori terzi e indipendenti non possono in nessun caso acquisire la maggioranza del capitale sociale. Sono presenti incentivi per i progetti presentati da Pmi aggregate. E ancora, una riserva di 2.500.000 euro e’ destinata inizialmente al sostegno degli spin-off della ricerca, lasciando fin da subito 1.500.000 euro a sostegno delle startup innovative. Passati sei mesi dalla data di apertura dello sportello, le risorse eventualmente residue saranno rese disponibili indistintamente per le due tipologie di intervento.

I progetti finanziabili devono appartenere agli ambiti individuati nella Smart Specialization Strategy regionale e ai settori ad alta intensita’ di conoscenza. In concreto i progetti devono essere basati su una soluzione innovativa da proporre sul mercato, gia’ individuata al momento della presentazione del progetto sebbene da consolidare; avere dei soci e/o un team dotati di capacita’ tecniche e gestionali che assicurino il proprio impegno allo sviluppo del progetto; prevedere un piano di attivita’ a un anno che – anche tramite il consolidamento e l’integrazione del capitale tecnologico e del capitale umano iniziale – renda credibile che il progetto entro tale termine risulti di interesse per gli operatori del mercato del capitale di rischio dedicato alle start up. La presenza di coinvestitori terzi, seppur non obbligatoria, e’ comunque considerata come un elemento premiante che puo’ incrementare il finanziamento concesso. Con questo bando pre-seed prende corpo il nuovo piano di interventi per sostenere tutte le fasi di vita delle startup innovative (pre-seed, seed, venture, expansion) denominato ‘Startup Lazio 2014-2020!’, per il quale la Regione ha stanziato circa 100 milioni di euro. Una cifra che verra’ utilizzata perseguendo quattro obiettivi prioritari: rafforzare l’ecosistema delle startup di Roma e del Lazio; valorizzare e migliorare le buone pratiche gia’ attivate dalla Regione e da Lazio Innova con i bandi degli ultimi anni; favorire l’attrazione di nuovi investitori sul territorio per sostenere la crescita e la diversificazione delle imprese e dei soggetti che costituiscono l’ecosistema del Lazio; sostenere gli spin off della ricerca per favorire il processo di trasferimento tecnologico e intensificare il rapporto ricerca/innovazione/impresa.

“C’e una bellissima Roma che quella delle startup che sta crescendo e una regione vicina a queste realta’. Oggi abbiamo presentato un nuovo bando, 4 milioni di euro per le start up innovative, ma soprattutto progetti che uniscono chi ha un’idea e vuole trasformarla in impresa con il sistema del sapere e della ricerca scientifica, dell’universita’. E’ un’opportunita’ che arriva grazie a una buona programmazione europea. Quella che stiamo mettendo in atto e’ una costruzione di un nuovo modello produttivo regionale”. Lo afferma il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Una strada totalmente nuova- ha aggiunto Zingaretti- il vecchio modello di sviluppo – che era lo stesso del resto del Paese – non produceva piu ricchezza. E’ importante sottolineare questo aspetto perche abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Insieme possiamo costruire una comunita’ e mettere a sistema le buone pratiche. Prima- ha concluso- non esisteva nulla, non esisteva ‘Lazio startup’, non esisteva ‘Lazio creativo’ e nemmeno ‘Lazio Innova’ che ha messo insieme sette societa’ che si dedicavano allo sviluppo. E soprattutto non c’era programmazione europea. C’erano invece le eccellenze ma che operavano in un sistema complesso e frammentato”.

“E’ un bando molto importante, e’ un messaggio e una scommessa insieme. Il messaggio e’ inclusivo, di cambiamento che punta sull’innovazione, sulla creativita’ e sul senso di responsabilita’ che ormai sta mostrando questo mondo delle start up, un mondo che vuole e puo’ crescere”. Lo ha detto l’assessore della Regione Lazio allo Sviluppo economico e Attivita’ produttive, Guido Fabiani. “Questo- ha aggiunto Fabiani- riguarda anche gli spin off di ricerca, perche’ puntiamo a coinvolgere con piu’ efficacia il mondo della ricerca e dell’universita’. Qui nascono i talenti e aiutandoli a crescere si aiuta tutto il sistema e si avvia il rilancio produttivo della Regione Lazio”.