educare alla non violenza

‘Giu’ la maschera: cultura e formazione contro la violenza’

Roma – “Quando una donna ogni tre giorni e’ vittima di femminicidio e della violenza di genere, non possiamo certo dire di essere in presenza di un fenomeno emergenziale. Esso e’ un problema strutturale che colpisce i valori fondanti della nostra societa’. La commissione d’inchiesta che e’ nata qualche settimana fa ha davanti a se’ un anno di tempo per continuare ad indagare e a combattere la violenza sulle donne: lavoreremo per coinvolgere le associazioni impegnate in questo campo, dai centri anti violenza a tutti quelli che si occupano di diritti. Con la consapevolezza che contestualmente serve un cambio culturale gigantesco. Bisogna partire dalla scuola, dall’educazione, perche’ i ragazzi di oggi diventeranno la classe dirigente di domani e non esiste battaglia contro il femminicidio che non cominci con la parita’ di genere. Educare al rispetto della persona, della sua unicita’, e rompere quei modelli di comportamento e quegli stereotipi che fino ad oggi tanto male hanno fatto alla nostra societa’. E’ il nostro impegno, l’impegno di tutto il Pd, e lo porteremo avanti con grande onore e responsabilita’”. Lo dichiara la senatrice del Pd Laura Fasiolo intervenendo al convegno promosso da lei al Senato dal titolo ‘Giu’ la maschera: cultura e formazione contro la violenza’.

GRASSO: “SERVE INTERVENTO STRUTTURALE E NON EMERGENZIALE”

“La violenza di genere e’ un reato di particolare riprovazione e disvalore, un problema sociale che richiede un intervento strutturato e non emergenziale nei confronti di un fenomeno che va combattuto in tutte le sue forme: dalle offese, alle minacce, agli atti di violenza fisica e psicologica”. Cosi’ il presidente del Senato Pietro Grasso in una lettera letta durante “Giu’ la maschera: cultura e formazione contro la violenza”. “Cittadini e istituzioni – si legge nella lettera – devono dare il proprio specifico contributo per abbattere la sub-cultura dell’indifferenza e dell’omerta’ attraverso la denuncia e l’accertamento di responsabilita’ e i protocolli di recupero e sostegno delle donne che hanno subito ogni forma di maltrattamento. Gli interventi di carattere legislativo sono senza dubbio necessari, ma l’arma vincente e’ rappresentata dal cambiamento culturale. Occorre quindi una capillare attivita’ di rieducazione fondata sui valori del rispetto e dell’uguaglianza di genere, a partire dal contesto familiare e dalla scuola, che elimini pregiudizi, abitudini e stereotipi. Non esiste tolleranza ne’ giustificazione alcuna per le condotte che ledono i diritti delle donne”, termina Grasso.