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Con ‘Life Go Park’ il Lazio punta sulle aree protette

Roma – Promuovere il turismo sostenibile e non invasivo nelle aree protette del Lazio, rendere i cittadini consapevoli dell’importanza della collaborazione tra uomo e natura e fare sistema con scuole, personale dei parchi e aziende ricettive ecosostenibili. Questo l’obiettivo di ‘Life Go Park’, il progetto triennale finanziato dal programma Ue per l’ambiente ‘Life’ e dalla Regione Lazio con il coordinamento dell’Area parchi e riserve naturali della Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma in una delle due giornate conclusive organizzate dai promotori. Nella cornice dell’ex Cartiera Latina sull’Appia antica Maurizio Fontana, direttore del Parco Regionale dei Castelli Romani, capofila del progetto, ha illustrato fasi e numeri di ‘Life Go Park’, assieme ad altri esponenti istituzionali che hanno collaborato al progetto, tra cui Giuliano Tallone (Direzione regionale ambiente e sistemi naturali), Giovanni Bastianelli (Direttore esecutivo Enit) e Mario Tozzi (Commissario straordinario Parco Regionale Appia Antica), oltre ai rappresentanti dei principali partner, Nova Consulting e Metafora.

“In un momento di gravi difficolta’ economiche – spiega Fontana – grazie a ‘Life Go Park’ le Aree Naturali Protette (AA.NN.PP.) hanno dimostrato di saper intercettare i flussi di turismo naturalistico che da diversi anni sono in costante incremento. Ora ci auguriamo – aggiunge – che la Regione sostenga con azioni strutturali un settore che da’ lavoro ad oltre 10.000 persone e che puo’ ulteriormente crescere sfruttando l’unicita’ di un territorio che offre l’opportunita’ di visitare anche splendidi siti monumentali a pochi passi dalle grandi aree verdi”. Il progetto e’ partito dall’esigenza di intercettare il grande flusso turistico calamitato dalla capitale, a partire da dati che fotografavano un numero troppo basso di visitatori nelle aree protette laziali, a fronte di una crescita costante del turismo verde e di un patrimonio naturalistico regionale ricchissimo. Sono infatti 79 le aree protette del Lazio, di cui 3 parchi nazionali e 16 parchi regionali, mentre le restanti aree si distribuiscono tra riserve naturali statali o regionali, monumenti naturali o aree marine protette, per un totale di 226.305 ettari (il 13% del territorio regionale) che raggiunge i 440.000 ettari se si considerano i 200 siti regionali della Rete Natura 2000.

“Abbiamo trovato una sensibilita’ notevolissima – continua Fontana a Diregiovani – nel personale dei parchi, nei cittadini, nelle scuole, nei bambini. ‘Life Go Park’ e’ l’avvicinamento dei cittadini alla natura. La natura e’ fragile e sensibile, bisogna viverla in maniera consapevole e cosciente. Fondamentale e’ il rapporto con le scuole – aggiunge Fontana – La scuola ha bisogno dei parchi e i parchi hanno bisogno delle scuole”. Per questa ragione insegnanti e studenti sono stati coinvolti con il concorso di disegno naturalistico ‘Sketch your Park’, che ha visto la partecipazione di 4.300 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, per 214 classi e 77 istituti distribuiti nelle cinque provincie del Lazio. 9 le classi premiate lo scorso maggio a Genzano per i migliori taccuini naturalistici illustrati dai ragazzi, che sara’ possibile ammirare domani all’ex Cartiera Latina con Parchi in mostra.

Percorsi formativi per docenti e personale delle aree protette, materiale informativo sui parchi, visite guidate anche per gli studenti, un’applicazione ‘Life Go Park’ e una guida delle eccellenze ecosostenibili (bed and breakfast, agriturismi, aziende agricole, ecohotel). Queste solo alcune delle azioni coordinate nel progetto rivolte ad un turismo, come spiega Fontana a Diregiovani, “consapevole e non invasivo, che riesca a conciliare gioia di vivere, aria aperta e rispetto per gli elementi naturali e gli ecosistemi”, creando una diffusa consapevolezza del valore ambientale tra i cittadini. L’obiettivo “tutto interno” e’ invece quello di mettere a sistema la rete delle aree protette, aiutare il personale ad entrare in contatto con la progettazione europea ed evitare la frammentazione delle informazioni.

“Questo progetto – dichiara Mario Tozzi – ha il merito di svincolare l’ambiente da una mera questione economica. Il nostro Paese purtroppo non ha integrato culturalmente la tematica ambientale. Per questo occorre rilanciare i parchi sicuramente in senso piu’ moderno, ma ricordando che il patrimonio naturalistico e’ uno dei valori fondanti. E occorre anche lavorare sui contesti che ospitano le aree protette, risanando laddove possibile, come e’ stato fatto qui nel Parco regionale dell’Appia antica con l’abbattimento degli inquinanti nel fiume Almone grazie all’installazione di due depuratori”. Aprire le aree protette ai cittadini e legarle tra loro per combattere quella che, come Tallone dichiara a Diregiovani, e’ “una tendenza a lavorare all’interno delle strutture del proprio ente parco senza interlazionarsi con gli altri enti” e aiutarle fare rete anche grazie attraverso “progetti come ‘Life Go Park’ che offrono strumenti che mettono in comunicazione le aree protette e formano il personale che si occupa della comunicazione degli enti parco”.