campagna alcool

“Pozione antiliquore”

Il testo di Mattia Bonanni per il concorso “Indipendenza alcolica”.

L’INDIPENDENZA DALL’ALCOL

Mattia Bonanni

L’alcol, prezioso ma pericoloso

Le sostanze alcoliche (come Vodka, Whisky, Sambuca, Limoncello, etc..) provengono dalla fermentazione di due o più prodotti naturali. Usato sin dall’antichità per qualsiasi scopo, come guarire o confondere e poi come bevanda che serviva all’uomo come sfogo, divertimento e distrazione.
Attenzione però… qui si parla di esseri umani adulti, che hanno nel fegato degli enzimi che riescono a lavorare l’alcol e trasformarlo in zuccheri. Ci sono tuttavia uomini che non riescono a farne a meno, diventandone totalmente dipendenti…

L’ALCOL E I GIOVANI

Tutti sappiamo che l’alcol, nella maggior parte delle persone, offre un limitato piacere (euforia) che dura più o meno una trentina di minuti. Ma i giovani sono esclusi da “questo tipo di persone”, poiché fino ai venti anni circa, il nostro corpo non sviluppa gli enzimi necessari allo smembramento dei liquidi all’interno dello stomaco.
Anche se tutti, almeno una volta, abbiamo assaggiato alcolici nell’età dell’adolescenza, essa non è una motivazione valida per continuare. Purtroppo l’abuso di sostanze con alcol, assunte per lunghe date, portano a malfunzioni degli apparati, tumori, e altri mali che inficiano il nostro benessere. Si comincia a bere per scherzo – essendo convinti di essere ben distanti dal problema della dipendenza – o per il fatto di sentirsi emarginati, “fuori dal gruppo”. Che sfortuna: si continua a bere per sentirsi grandi, per “fare i grandi”, finendo col bersi il cervello… Poi quando si diventerà davvero grandi, si dirà: «Chi se lo sarebbe mai immaginato di diventare alcolisti; potessi tornare indietro… Mi sono rovinato la vita…».
Molto spesso però non sono i soli adolescenti a cadere in trappola; a volte i genitori stessi sono i primi responsabili del problema che coinvolge il figlio. Ad esempio, il figlio di un alcolista, trasmetterà più facilmente questa cattiva abitudine al ragazzo, che cominciando da una birra, continuerà a fare uso di sostanze sempre più pericolose. Il tutto proviene da una semi-ragazzata, che conduce tutti in una strada con una sola uscita, ma piccola, buia e ostacolata dai mille piaceri di quell’ingannevole e maledetto ALCOL.

STOP! Or GAME OVER
Ci sono solo due possibilità di fronte a un problema come la dipendenza da alcolici: vediamole…

STOP! : quella più saggia, che in italiano suona come ‘Smetti’. È molto complicato smettere, ma frequentando gruppi, o persone che ci hanno sempre aiutato, insomma, con l’aiuto di qualcuno sarà sicuramente più facile diminuire la dose di alcol. Invece, per quanto riguarda i giovani, conviene dare un’occhiata al proprio portafoglio, invece che a quello dei genitori, evitando di recarsi al pub o in discoteca per il solo fine di bere. Purtroppo gli adulti, per soldi, sono disposti a mettere in palio la vita di giovani acquirenti. Quindi, parlatene con qualcuno, con amici (non del gruppo delle cavolate), o meglio con i genitori, che magari si arrabbieranno, ma poi vi rimetteranno in riga.
GAME OVER : si tratta di continuare, non voler smettere, e di buttarsi imbraccio alla morte! Parliamo soprattutto di giovincelli, che credono di essere immuni al sortilegio!!!