Stile di vita, sport e autostima: le basi per piacersi e piacere

donna allo specchioRoma  – Piacersi non è mai stato un affare semplice, spesso si cerca di rispondere alle aspettative altrui nel vano tentativo di cacciar via il piccolo anatroccolo che è in noi. Ma questo può diventare un gioco pericoloso, perchè gli altri potrebbero essere incontentabili. Per mamma sei troppo magro, per la tua ragazza troppo grasso, per i giornali patinati dovresti fare più sport e almeno due o tre lifting all’anno. E poi, non ti sei mai rifatto i glutei e non pratichi sport estremo???! Allora sei una schiappa! Si capisce quanto è difficile districarsi tra tutti questi messaggi diversi e contrastanti. Mentre sembra facile non sentirsi all’altezza dei fotomodelli, goffi di fronte a persone che ci interessano, incapaci di tirar fuori quella parlantina che stupisce tutti con effetti speciali. Ed è così che guardandosi allo specchio invece di due braccia e due gambe scorgiamo un “anatroccolo grigio e brutto”, e il giudizio su se stessi è un drastico “Così non va bene”. Ma può accadere che questo diventi un alibi per rimandare l’ora di vivere, di diventare grandi, finchè non ci si sente perfetti, non si può essere felici, o fare scelte importanti; e non appena si raggiunge un obbiettivo ecco che non è abbastanza e si va avanti con il prossimo. Finendo per negarsi la possibilità di godere di ciò che si è con i propri pregi e difetti, con il lati da trasformare, migliorare, con il desiderio di essere persone migliori per se stessi prima di tutto e poi per gli altri.

E allora quando il brutto anatroccolo diventa cigno?

Il percorso che porta a sentirsi belli e a piacere agli altri come accade per il nostro anatroccolo, non è un viaggio di trasformazione ma di consapevolezza di sé. Esso richiede che vengano riconosciute le proprie risorse proprio come l’anatroccolo che si accorge di avere “ali forti e sicure” ed è possibile che arrivati infondo al viaggio, ci si accorga che la nostra immagine era stata distorta dagli altri, che l’immagine che vedevamo riflessa allo specchio non era vera, perchè non erano nostri gli occhi con cui ci giudicavamo.

Allora in definitiva stop alle auto torture! Questo corpo non l’abbiamo scelto, ma non dobbiamo nemmeno lasciar scivolare via le particolarità che esso ci offre. Meglio fermarsi a guardare e a riflettere sulle cose che ci piacciono, che fanno stare bene noi e gli altri. Poi è fondamentele dare spazio alle attività che ci fanno sentire meglio, prime tra tutte il prendersi cura di se stessi, avere uno stile di vita sano e scelto con consapevolezza, scegliere uno sport che ci appassioni e che faccia bene al nostro fisico. E forse ciascuno di noi deve avere fiducia di possedere un potenziale splendore che bisogna solo non ostacolare, e lentamente scoprire. Il paradosso è che si riesce a cambiare in meglio solo se ci si accetta, e non il contrario. E come ci racconta Leo Buscaglia, nel suo libro “Vivere, Amare, Capirsi”… È

“Sarà una scoperta meravigliosa, il giorno che vi renderete conto di essere unici al mondo. Non vi è nulla che sia accidentale. Ognuno di voi è una combinazione speciale con uno scopo…e non permettete che vi dicano che non è vero, e che quello scopo è un’illusione. Il mondo è un incredibile arazzo incompiuto, e soltanto voi potete riempire quel piccolo spazio che vi spetta…”