Alla Reggia di Caserta

Il 20 aprile 2016, io e la mia classe, accompagnati dalle professoresse, siamo andati alla Reggia di Caserta.

Siamo partiti alle 8:00 e alle 10:00 eravamo già sul posto.

La Reggia fu costruita e progettata da Luigi Vanvitelli e i lavori, che durarono un secolo, furono completati dal figlio Carlo, che prese il nome in onore del re.

Carlo III di Borbone voleva competere con la Francia, con la Reggia di Versailles e aveva scelto la città di Caserta e non Napoli perché era più protetta e sicura.

Nella reggia ci sono 1200 stanze, con 8 appartamenti per i reali e stanze per la servitù.

Nell’atrio si possono notare due sculture a forma di leone che rappresentano forza e potenza e gli affreschi del tetto le quattro stagioni.

La guida ci ha anche spiegato che c’era un’orchestra “nascosta” in modo che gli ospiti potessero essere accolti da una musica allietante e piacevole.

In ogni stanza sono stati usati marmi diversi ed é molto presente il marmo bianco di Carrara.

Salendo le scale ci si trova in un ambiente, che doveva essere un ingresso, ma Carlo e Maria di Sassonia ne fecero un vestibolo, che venne riccamente decorato.

Sono presenti una cappella e un teatro, solo per il re, perchè i sovrani dovevano avere tutto a portata di mano e dovevano evitare di uscire.

La cappella non fu realizzata nel modo in cui era stata progettata e i lavori durarono molto a lungo, anche quando al trono c’era Ferdinando IV.

Durante la Seconda Guerra mondiale ci furono molti bombardamenti e la cappela fu in parte distrutta, ma successivamente venne restaurata.

Nel piano Nobile ci sono le camere da letto, i cui decori sono originali, anche se alcuni arredi sono andati perduti.

Nella sala di Alessandro Magno c’é un dipinto che raffigura il suo matrimonio con Roxana e in questo modo Carlo III voleva mettere in evidenza il prestigio della sua casata.

Tra gli arredi principali ci sono delle consolle, sedie, mobili intagliati e numerosi scrittoi in legno, in stile Impero, inventato da Gioacchino Murat, il cognato di Napoleone.

Nella sala di Marte sono presenti quadri che raffigurano la guerra, come per esempio il dipinto in cui ci sono Ettore e Achille che combattono.

Per la realizzazione di queste opere vennero usati stucchi bianchi e bronzo dorato.

È stata rinvenuta anche una tazza in alabastro, regalata dal papa.

Nella sala Nastra sono presenti numerosi bassorilievi e si possono vedere due camini.

Vi è anche una sala della Giustizia con cui il re Carlo III voleva sottolineare che i suoi regni, quello di Napoli e delle due Sicilie, rispettavano le leggi.

Chi voleva avere un’udienza con il re prima doveva attraversare ben cinque stanze e poi poteva parlare con il sovrano.

Nella “Piccola Versailles”, cioè la reggia di Caserta, sono presenti molti lampadari realizzati in vetro di Murano o in cristallo di Boemia e, poichè a quel tempo non esistevano le lampadine ma le candele, le stanze non erano molto illuminate.

In alcune sale, come per esempio quella del Consiglio, ci sono delle tappezzerie che venivano cambiate ogni cinque anni.

Si possono notare anche delle culle, una portantina di papa Giovanni XXIII e un ascensore.

Nella sala degli ospiti ci sono molti specchi e dei quadri che raffigurano delle vedute, a quel tempo molto gradite e che costituiscono il genere pittorico del Canaletto, un artista molto richiesto dai nobili del tempo.

Nelle camere da letto vi sono i baldacchini e nelle sedie sono intagliate delle sfingi, simbolo dell’Egitto.

Nella stanza del Gabinetto del re sono presenti dei passaggi segreti dove la moglie di Ferdinando IV nascondeva i suoi amanti.

Caratteristici della Biblioteca sono un lampadario decorato con pomodorini e la pavimentazione, originale, che raffigura dei labirinti; vi sono inoltre decorazioni a Grottesca.

La sala della Regina viene chiamata anche Sala degli Specchi ed era dedicata a Maria di Sassonia, così come anche la stanza delle Dame di Compagnia dove poteva bere il tè e conversare con le amiche.

Entrambe le sale furono costruite nel 1779.

La prima sala di Lettura fu realizzata per volere della regina Maria Carolina e nella seconda sala di Lettura sono presenti numerose opere di Luca Giordano.

La reggia di Caserta è sicuramente un monumento molto importante e prezioso del patrimonio artistico italiano ed è un luogo simbolo dello sfarzo e del lusso dei sovrani di un tempo.

Anche i giardini fanno parte del progetto di Luigi Vanvitelli, ma purtroppo non abbiamo potuto visitarli per questione di tempo.

Siamo ritornati a Roma intorno alle 17:20, un po’ stanchi ma tutti soddisfatti dell’uscita didattica.

ELISA MANGANIELLO 2 A

I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma