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Il celatone e altre meraviglie galileiane

 

Il celatone era un altro tipo di cannocchiale che serviva ai marinai per calcolare la longitudine dal ponte delle navi. Venne inventato da Galileo Galilei, astronomo e filosofo nato a Pisa nel 1564. Questa invenzione serviva a puntare il cannocchiale sui quattro satelliti di Giove e determinare la longitudine. È costituito da un elmo di ferro in cui nell’occhio destro c’era una specie di cannocchiale che appunto serviva per misurare la longitudine e quindi stabilire dove si trovava la nave e quindi coloro che erano a bordo. C’erano delle visiere esterne all’elmetto che si potevano regolare in modo da allineare l’asse del telescopio con l’occhio dell’osservatore. Oltre al celatone Galileo Galilei fece molte altre invenzioni molto importanti come dei tipi di cannocchiali che poi hanno portato all’invenzione del celatone oppure strumenti che servono per misurare la temperatura corporea come il termometro. Tornado al celatone, l’idea di Galileo Galilei è che l’osservatore, mediante i movimenti della testa, è in grado di compensare i bruschi movimenti della nave e mantenere sempre inquadrato Giove. Qualche tempo dopo Galileo concepì una nuova e diversa soluzione: egli immaginò un recipiente di forma emisferica all’interno del quale si posizionava il marinaio che avrebbe dovuto effettuare l’osservazione: questo contenitore galleggiava nell’olio di un altro contenitore di forma emisferica ma ovviamente un po’ più grande in modo da minimizzare la quantità di olio occorrente. Il bagno d’olio avrebbe creato una sorta di sospensione cardanica, neutralizzando così le oscillazioni della nave mantenendo stabile la posizione dell’osservatore sui satelliti di Giove. Galileo si accorse di questi corpi celesti inquadrando il cannocchiale su Giove: lui stesso all’inizio non ci credeva e pensava di aver bevuto troppo, allora si promise di non bere vino per due settimane, ma da sobrio scoprì che quei corpi celesti c’erano ancora ed erano i satelliti di Giove. Un’altra invenzione di Galileo che serviva per la notte era l’astrolabio: serviva per calcolare le ore della notte puntando lo strumento su due stelle per scoprire le ore. Comunque l’invenzione galileiana che mi ha colpito di più è stata il paradosso meccanico.

Duccio Bardazzi
Classe 2D – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze