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“Dove finisce Roma”: libro testimone

Negli ultimi anni il tema della Resistenza è stato molto trattato dagli scrittori italiane, come pure dalle scrittrici. Rientra in questa categoria il libro di Paola Soriga “Dove finisce Roma”, che parla appunto della Resistenza romana vista attraverso gli occhi di una ragazzina sarda, Ida, nella quale l’autrice si impersona, che si è trasferita nella capitale al seguito della sorella, sposa di un fascista che cadrà poco gloriosamente sotto le bombe angloamericane.
Ida esplora la città con paura e timidezza, soprattutto i quartieri al di fuori del centro storico, conosce nuove persone, vive la sua avventura con molta nostalgia sia per i genitori sia per le sorelle rimaste in Sardegna, ma anche per il suo professore di lettere al quale si era affezionata ma da cuiha dovuto separarsi, essendo costretta a lasciare la scuola. La storia privata di Ida si intreccia inevitabilmente con la grande Storia: l’amica Micol, ricca e bella, ma ebrea, scomparve un giorno all’improvviso e destò la preoccupazione di Ida il fatto che l’amica fosse sparita nel buio a bordo di una misteriosa auto nera.
La fame, le bombe, la solitudine, la morte del cognato, l’amore infelice per un ragazzo, portano Ida ad unirsi con chi voleva ribellarsi contro la violenza dei tedeschi occupanti. Il suo entrare nella Resistenza sembra un percorso naturale e per niente eroico per la protagonista. Passa del tempo: Ida ha ormai diciotto anni, ormai portare nella borsa volantini contro i tedeschi per lei è una routine quotidiana, fino a che un giorno, essendo ricercata e inseguita, si rifugia in una caverna accanto alle Fosse dell’Ardeatina, dove ormai erano già stati seppelliti circa 335 corpi dopo l’attentato di via Rassella. Ida resta così isolata per qualche giorno, affamata e al freddo: solo l’amica Rita, sua prima compagna di giochi, le offre caldo ed affetto. Quello che prima era un luogo di giochi, ora è un posto segnato da stragi e dal terrore. Sembra un gioco, quello delle due ragazze, ma invece è il clima atroce della città occupata, dove, fino all’ultimo giorno della presenza dei tedeschi, continuano gli attentati feroci e le vendette.
Il libro fa parte della categoria “testimoni”, in quanto ha l’obiettivo di raccontare della Resistenza a quelli che non c’erano al tempo di quel coraggioso movimento collettivo, soprattutto di marca giovanile. L’obiettivo è stato raggiunto in quanto il messaggio che ci vuole dare la Soriga è pienamente arrivato al lettore, a mio giudizio. Credo che a volte succede che uno scrittore (o una scrittrice) finisca per allontanarsi dalle storie della sua generazione e dal suo tempo proprio per l’urgenza di narrarlo meglio e renderlo vero, con il respiro di un vento largo che soffia con forza, da lontano. A volte dalla distanza le cose si vedono meglio.

Andrea Albini 3E
Liceo Classico “Galileo” di Firenze