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Il giorno della Memoria

 

Le lacrime cadono e i ricordi si sbiadiscono sempre di più. Dimenticare è facile, ma ricordare a volte è ciò che fa più male, anche se è la cosa giusta da fare, come nel caso del Giorno della Memoria. In Italia questa ricorrenza è stata istituita per celebrare e ricordare le vittime della Shoah e coloro che tentarono di opporsi ai regimi nazifascisti.
È stato stabilito di celebrare questa ricorrenza ogni anno il 27 gennaio in quanto lo stesso giorno di settantuno anni fa i soldati russi dell’Armata Rossa aprirono i cancelli di Auschwitz e liberarono i sopravvissuti di questo famigerato campo di concentramento polacco: la fortuna di questi ultimi era stata di non essere in buona salute in quei giorni, dato che i loro compagni di prigionia sani furono portati dalle guardie naziste in una marcia della morte a cui quasi nessuno sopravvisse. Ad Auschwitz nel complesso furono massacrati oltre un milione di innocenti con l’unica colpa di avere origini ebraiche.
All’epoca fece grande scalpore la scoperta di tutto ciò che si celava dietro le mura di Auschwitz: mucchi di oggetti personali sottratti ai prigionieri (surreali cumuli di occhiali o di scarpe), ammassi di cadaveri, baracche troppo misere per rinchiudervi prigionieri, e le terribili camere a gas. Secondo le stime ufficiali in campi come questo persero la vita circa sei milioni di Ebrei, per non parlare dei quasi altrettanti sfortunati prigionieri che finirono in un Lager in quanto omosessuali, invalidi, malati di mente, dissidenti politici, rom e altre categorie ritenute indesiderabili, gente da epurare per l’affermazione della razza ariana.
Insomma, è un giorno davvero importante e soprattutto per chi non ha vissuto questa tragedia direttamente, come noi ragazzi. Soprattutto noi abbiamo il dovere di ricordarla per non ripetere errori come questi. È il senso della Storia. È doveroso anche commemorare chi tentò di opporvisi, non a caso la legge n. 211 del 20 luglio 2000 stabilisce di istituire in Italia il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah, lo sterminio del popolo ebraico, come pure “coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Anche quest’anno infatti in tutta Italia sono in programma varie iniziative per incitare i giovani a non dimenticare. Vorremo concludere dedicando alle vittime della Shoah alcuni versi della canzone Auschwitz di Francesco Guccini: “Io chiedo come può l’uomo / uccidere un suo fratello / eppure siamo a milioni / in polvere qui nel vento”. Noi siamo nel vento, con loro, a ricordare.

Classe 2D
Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze