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Horror a spirale

 

Dei ragazzi (Luigi, Adriana, Giulio, Elisabetta) andavano sempre a scuola e dopo allo skateboard park per divertirsi un po’, ma un giorno di giovedì lo trovarono chiuso per motivi di sicurezza (c’era stato un incidente mortale un’ora prima) e avevano deciso di andare a casa di Luigi a vedere un film horror che raccotava di quattro raggazi che vanno in un giardino infestato: erano sicuri che non facesse paura, pensavano che fosse un ammasso di effeti cinematografici tarocchi, che anche un bambino di sei anni saprebbe fare, così erano davvero poco presi e si addormentarono prima della fine. Il giorno successivo a scuola c’era sciopero e i ragazzi non avevano nulla da fare e decisero di andare ai giardini, ma per loro sfortuna erano tutti chiusi, tranne uno che più che giardino pubblico sembrava un cimitero: infatti non c’era nessuno e una vecchia disse loro che era un posto maledetto.
Luigi disse che i fantasmi non esistevano e Elisabetta ribatté dicendo che ne aveva visti un paio nella sua cantina. Adriana sostenne che forse erano solo le ombre delle vecchie giacche di suo nonno, ormai morto da tenpo e Giulio disse che queste storie le inventano per far paura ai bambini piccoli.
E così entrarono dentro il giardino. Mentre giocavano, si resero conto che era diventato buio e che dovevano tornare a casa ma all’improvviso sprofondarono nel sottosuolo e si ritrovarono in un laboratorio segreto dove c’era un ratto mutante gigantesco e un rettile alieno volante: senza che parlassero, i quattro ragazzi ebbero la certezza che quelle creature inquietanti si nutrissero di anime e cominciarono a scappare come matti in direzione della luce. Uscirono dentro una strana stanza bianca con una luce fortissima e svennero cadendo per terra. Si risvegliarono dentro il loro letto e decisero di andare a esplorare quel giardino: sembrava impossibile che tutti avessero fatto lo stesso sogno in contemporanea…
Si accordarono per controllare nel pomeriggio. All’improvviso si ritrovarono a scuola però non c’era nessuno e tutti tranne Giulio avevano paura: lui disse agli altri che pensava si trovassero insieme nello stesso sogno, così cercarono di svegliarsi ma non ci riuscirono e quindi Luigi suggerì di lasciarsi morire, così si sarebbero svegliati. L’idea li spaventò e preferirono provare a darsi un pizzicotto a vicenda: si fecero un male cane ma non si svegliarono. Un attimo dopo però arrivò un pagliaccio assassino e morirono… ma non morirono: si risvegliarono e videro dei cadaveri di pirati intorno a loro che galleggiavano nell’acqua, erano in una grotta marina, il soffitto crollò e furono sommersi. Mentre stavano per soffocare si risvegliarono ancora: erano nel letto della casa di Elisabetta, quando dal letto usci un artiglio e…

Marcus Ciocan
Classe 2B – Scuola Secondaria di primo grado “Pieraccini” di Firenze