Il crepitio lieve delle foglie

Le sento, mi scorrono nelle vene,
creano una dolce melodia tra le mie membra.
Riecheggiano candidi profumi di una natura ormai andata:
Il monte che fungeva da riparo per molti animali…
ora non è altro che una triste pianura scarna,
come un bue ” o tiempu ri carestia”,
come  comunemente diciamo nella nostra terra natia sicula.
I fiori d’arancio che disegnavano questa radura
restano vittime di un vento carnefice:
lo stesso che con pungente disprezzo,
strappa anche l’ultimo brandello
dei cori prematuri dei piccini,
avviati verso un inesorabile inverno,
che, con cupidigia, si nutre della loro giovinezza,
tramutandola in un gelido fantasma di vita!
Però, la speranza di un vicino risveglio
è ormai cosa lontana.
Tutto dà spazio al fruscio delle foglie,
che con i loro colori autunnali
rimpiazzano i cangianti umori primaverili!
Tutto in me provoca un immenso ardore per la natura
e per le mille esistenze che essa custodisce!
Orazio Pucci, III B Liceo Scientifico – Istituto “G.  Carducci” – Comiso (Rg)