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Il sincrotrone di Trieste

Ieri siamo andati al sincrotrone di Trieste.
Una volta arrivati a Basovizza abbiamo fatto merenda. Poi siamo entrati nel sincrotrone che assomiglia a una ciambella.
La nostra guida, che si chiamava Marco, ci ha detto che questo centro di ricerca è stato costruito nel 1992 e che ci lavorano circa quattrocento persone. Marco ci ha detto che il sincrotrone produce una luce fortissima e ci ha spiegato anche che la luce in realtà è formata dei sette colori dell’arcobaleno. Abbiamo visto anche dei plastici che raffiguravano gli edifici di Elettra e di Fermi che si trovano all’interno del sincrotrone. Poi siamo andati in un altra stanza dove c’erano molti tubi ricoperti da carta stagnola e gli scienziati avevano creato un porcellino di carta stagnola con un tappo al posto del naso. Marco ci ha detto che all’interno di questi tubi corrono veloci gli elettroni che curvando producono luce. Se gli elettroni si scontrano con le pareti dei tubi cadono e muoiono.
Poi siamo passati attraverso un’altra stanza dove c’era una gru e una macchina formata da tanti cavi.
Dopodiché siamo usciti e siamo andati nella sala controllo. Lì c’erano degli schermi che mostravano gli elettroni che erano all’interno dei tubi e gli scienziati lavoravano in modo che gli elettroni non si scontrassero.
Dopo aver visitato la sala controllo siamo andati a vedere Fermi dove c’erano dei macchinari che funzionavano con la luce. La luce prodotta da Fermi è molto più potente di quella di Elettra e gli scienziati hanno potuto fare molti esperimenti sulla materia.
Poi abbiamo pranzato nella sala riunioni e siamo tornati a scuola.

Martina Auber
Classe IVC
Scuola primaria Umberto Saba
Istituto Comprensivo Roiano-Gretta Trieste