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Intervista ad Antonio Cioccoloni

Il Luogotenente Antonio Cioccoloni è entrato a far parte dell’Arma dei Carabinieri a 19 anni, nonostante la giovane età venne affidato alla sezione antimafia di Palermo, in uno dei periodi peggiori della storia socioeconomica d’Italia. Si tratta degli anni dal 1987 al 1993 che, per gli efferati episodi che lo caratterizzarono, furono definiti “anni di piombo”.
Lunedì 22 febbraio il Luogotenente Cioccoloni è stato ospite dell’Istituto Bearzi, in quell’occasione ha spiegato che lavorare per sconfiggere la mafia significa gioire della gratitudine che le persone oneste e giuste ripongono nella professionalità degli agenti. Nel dialogo con gli studenti, Cioccoloni ha fatto comprendere l’importanza della giustizia e l’entusiasmo con cui affronta la vita professionale. Grazie alla sua esperienza è stato recentemente nominato “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente della Repubblica.
Il Luogotenente Cioccoloni durante la sua attività si è imbattuto nei personaggi di “Cosa Nostra” e ha avuto soprattutto l’onore di operare vicino a grandi uomini di giustizia quali Ayala, Grasso, Falcone e Borsellino, che a discapito di tutto, hanno sacrificato la loro vita e quella dei loro familiari per offrire all’Italia e al mondo intero una vita migliore, una vita libera da ricatti, soprusi e paure.
La sua storia è stata raccolta nel libro “L’uomo della scorta – Storie e Memorie di Mafia Sangue e Fedeltà” pubblicato dall’editore udinese Paolo Gaspari e inserito nella collana “Diari e memorie della storia italiana”.

Gianmichele Chinellato
Istituto Bearzi, Udine